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Lazio, approvato il piano regionale per gli impianti crematori

Lazio, approvato il piano regionale per gli impianti crematori

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La Giunta regionale del Lazio, presieduta da Francesco Rocca, ha dato il via libera al primo Piano regionale di coordinamento per la realizzazione degli impianti crematori. Il provvedimento, proposto dall’assessore all’Ambiente Elena Palazzo in attuazione della normativa nazionale e della recente legge regionale, introduce linee guida omogenee per tutto il territorio, con l’obiettivo di garantire tutela della salute pubblica e sostenibilità ambientale. La novità interessa direttamente Roma e i comuni del Lazio, chiamati a pianificare in modo coordinato la gestione degli impianti esistenti.

Un quadro di regole uniformi per tutto il Lazio

Il nuovo Piano definisce un insieme di criteri uniformi e indicazioni chiare, pensati per assicurare un’applicazione omogenea delle norme in tutta la regione. L’impostazione è costruita su basi tecniche e regolatorie condivise, così da orientare gli enti locali, inclusa Roma Capitale, nelle decisioni legate alla progettazione, alla localizzazione e all’esercizio degli impianti crematori. L’adozione del documento risponde alla necessità di superare pratiche frammentate e di dotare il Lazio di standard rigorosi nella gestione delle attività connesse alla cremazione.

Norme tecniche, limiti alle emissioni e controlli

Il Piano individua in modo dettagliato le norme tecniche per la costruzione degli impianti, fissando anche i limiti alle emissioni e i relativi sistemi di monitoraggio e controllo. L’impianto regolatorio è orientato al rispetto dei più elevati livelli di protezione ambientale, con una cornice operativa che prevede verifiche e presidi continui. La definizione delle misure è stata effettuata in collaborazione con Arpa Lazio, a garanzia di criteri tecnici aggiornati e coerenti con la situazione regionale.

Analisi aggiornata e rete esistente: la regione è autosufficiente

La redazione del Piano si basa su un’analisi aggiornata del quadro demografico e della dotazione impiantistica esistente. Dallo studio emerge che il Lazio è attualmente autosufficiente per quanto riguarda gli impianti crematori, con una rete in grado di rispondere al fabbisogno regionale. In ragione di questo dato, il documento stabilisce che non sono previste nuove realizzazioni, salvo il caso di un comprovato incremento della domanda che non possa essere soddisfatto dagli impianti oggi in funzione. La scelta è improntata alla prudenza anche alla luce della classificazione dei forni crematori come industrie insalubri di prima classe.

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Le parole dell’assessore all’Ambiente Elena Palazzo

Nel presentare il provvedimento, l’assessore all’Ambiente Elena Palazzo ha sottolineato l’impostazione tecnico-scientifica e la finalità di tutela con queste parole: "Abbiamo scelto un approccio basato sui dati e sulla responsabilità puntando su una gestione sostenibile dell’esistente. La tutela della salute pubblica resta la nostra priorità assoluta, insieme alla salvaguardia del territorio. Attraverso questo Piano dotiamo il Lazio di uno strumento fondamentale per garantire una programmazione equilibrata e rispettosa della salute dei cittadini e dell’ambiente. Per la prima volta introduciamo regole chiare, criteri uniformi e standard rigorosi per la realizzazione e il controllo degli impianti crematori".