Il Consiglio regionale del Lazio ha dato il via libera alla mozione presentata dal consigliere Orlando Angelo Tripodi (FI) per potenziare le politiche di prevenzione contro il papilloma virus umano (Hpv), tra le principali cause di tumori, in particolare del collo dell’utero. L’atto impegna la Regione Lazio a rafforzare la sensibilizzazione, ampliare l’accesso alla vaccinazione gratuita e rendere più capillare la somministrazione sul territorio.
Le novità al centro del provvedimento
La mozione punta in primo luogo all’estensione della gratuità del vaccino per le donne non ancora vaccinate fino ai 30 anni, con possibilità di accesso anche in occasione degli screening cervicali come Pap-test e Hpv Dna test. Sono previste inoltre strategie di recupero della vaccinazione per i ragazzi dopo i 18 anni, il maggior coinvolgimento dei medici di medicina generale, dei pediatri e degli specialisti e la definizione di accordi con le farmacie per favorire la somministrazione su base territoriale. L’obiettivo è rafforzare una strategia integrata di prevenzione primaria e secondaria che unisca offerta vaccinale e percorsi di screening, così da intercettare più persone e aumentare l’adesione.
Il quadro di partenza nel Lazio
Nella situazione attuale, nel Lazio l’offerta gratuita del vaccino antiHpv è già prevista per le ragazze fino ai 26 anni e per i ragazzi fino ai 26 anni nati a partire dal 2006, con aperture dedicate alle categorie a rischio e possibilità di accesso in concomitanza con gli screening oncologici. Con l’approvazione della mozione si intende colmare il vuoto residuo e offrire una tutela più ampia a donne e uomini fino ai 30 anni, anche grazie alla presa in carico da parte dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta. La prossimità di questi professionisti, sottolineata dal provvedimento, può favorire informazione individuale, orientamento e somministrazione vicino ai luoghi di vita, migliorando l’accessibilità in ogni area del territorio regionale.
I dati nazionali sulle coperture
In Italia la vaccinazione antiHpv è offerta gratuitamente a ragazzi e ragazze dal compimento del 12° anno di età e, in molte realtà, prosegue oltre quella fascia con iniziative di recupero. Nonostante un trend in crescita, i dati nazionali indicano che nessuna Regione raggiunge il target del 95% previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale nelle coorti di riferimento. Nelle coorti più giovani la copertura si colloca poco oltre il 50% per le ragazze e poco oltre il 44% per i ragazzi, valori che evidenziano un margine significativo di miglioramento rispetto agli obiettivi di salute pubblica. In questo contesto, l’estensione dell’offerta e il potenziamento delle campagne informative assumono un ruolo centrale per colmare il divario.
Come cambierà l’accesso per cittadini e famiglie
Il rafforzamento delle attività di sensibilizzazione e la possibilità di collegare direttamente screening e vaccinazione mirano a semplificare i percorsi per chi non ha ancora ricevuto il vaccino. Per le donne non vaccinate fino ai 30 anni, l’estensione della gratuità in abbinamento agli esami di prevenzione del tumore del collo dell’utero rappresenta un canale pratico e immediato. Per i ragazzi oltre i 18 anni, il recupero vaccinale è sostenuto da azioni mirate e dall’integrazione dei professionisti di riferimento. La collaborazione con le farmacie, insieme al coinvolgimento strutturato di medici di medicina generale, pediatri e specialisti, è orientata a rendere la somministrazione più capillare, con un’attenzione particolare alla prossimità dei servizi e alla riduzione delle barriere di accesso.
La dichiarazione del proponente
“Con l’approvazione di questa mozione rafforziamo in modo concreto le politiche di prevenzione nella nostra Regione. Il papilloma virus è una minaccia reale non solo per i più giovani, ma anche per le donne e gli uomini in età adulta, con conseguenze che possono incidere sulla salute e sulla fertilità. Estendere la vaccinazione gratuita fino ai 30 anni significa colmare un vuoto e offrire una tutela più ampia, mentre il collegamento diretto tra screening e vaccinazione e il coinvolgimento delle farmacie e dei medici di base consentiranno di semplificare l’accesso e aumentare l’adesione. Investire sulla prevenzione oggi significa ridurre domani il numero dei tumori Hpv correlati e i costi per il sistema sanitario, migliorando al tempo stesso la qualità della vita dei cittadini”, dichiara Orlando Angelo Tripodi, vicepresidente della commissione Sanità in Consiglio regionale del Lazio.
Una strategia integrata per la prevenzione
L’impostazione delineata dalla mozione combina interventi informativi e organizzativi con l’ampliamento dell’offerta vaccinale. Il rafforzamento delle campagne di sensibilizzazione, l’azione dei professionisti sul territorio e l’apertura a intese con le farmacie sono tasselli che concorrono a un unico obiettivo: aumentare l’adesione alla vaccinazione antiHpv e sostenere gli screening, per ridurre l’impatto dei tumori Hpv correlati. La direzione è quella di un sistema più accessibile, vicino ai cittadini e coerente con gli standard attesi, nella prospettiva di consolidare il trend positivo delle coperture e avvicinarsi agli obiettivi nazionali.