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Lazio, addizionali locali tra le più alte: i dati Uil

Lazio, addizionali locali tra le più alte: i dati Uil

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Nel Lazio il prelievo della fiscalità locale resta tra i più gravosi a livello nazionale. A certificarlo è lo studio del Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della Uil, che evidenzia uno squilibrio territoriale marcato e un impatto significativo sui bilanci delle famiglie.

I numeri nelle province

Secondo l’analisi, a Frosinone, Latina e Rieti il prelievo complessivo si attesta a 586 euro per i redditi da 20mila euro e a 1.412 euro per quelli da 40mila euro. A seguire Viterbo, con 576 euro per i redditi da 20mila euro e 1.394 euro per quelli da 40mila euro. Si tratta di valori che collocano i capoluoghi laziali tra i dieci più onerosi d’Italia, segnalando una pressione sopra la media sui contribuenti della regione.

L'intesa sulle addizionali regionali

Il quadro, sottolinea la Uil, avrebbe potuto essere persino più pesante. Un accordo raggiunto dal sindacato, insieme ad altre organizzazioni, con la Regione Lazio ha infatti contenuto l’incremento delle addizionali regionali, evitando che i redditi fino a 35mila euro fossero interessati da un aumento della pressione fiscale complessiva. Una misura che, pur non azzerando gli effetti del carico locale, ha salvaguardato le fasce medio-basse.

La richiesta di una riforma

Alla luce dei dati, la Uil rilancia la necessità di una riforma della fiscalità locale ispirata a criteri di maggiore equità e progressività, con trasparenza nell’uso delle risorse e un collegamento effettivo al miglioramento dei servizi pubblici essenziali, dalla sanità al trasporto, fino all’istruzione e all’assistenza. “A oggi la realtà è ben diversa – conclude Lago – i cittadini e le cittadine del Lazio continuano a sostenere un livello di addizionali tra i più elevati del Paese senza registrare un corrispondente miglioramento della qualità e dell'efficienza dei servizi pubblici essenziali. Per questo è necessario aprire una seria riflessione sul rapporto tra pressione fiscale locale, qualità dei servizi e tutela del potere d'acquisto delle persone".

Il sindacato richiama dunque un intervento strutturale capace di ridurre le disuguaglianze e rafforzare la fiducia tra cittadini e istituzioni, tema centrale per i contribuenti della Capitale e di tutto il Lazio.