Nel Lazio sono 569 gli incendi registrati dall’avvio della campagna antincendio boschivo 2026, partita il 15 giugno e in programma fino al 15 ottobre. Il quadro è stato illustrato durante la presentazione ufficiale, alla presenza del presidente della Regione Francesco Rocca, dell’assessore alla Protezione civile Pasquale Ciacciarelli e del direttore della Protezione civile regionale La Pietra. Roma risulta l’area più colpita, con una pressione crescente nell’ultimo fine settimana.
Forze e interventi sul territorio
"Nel Lazio possiamo contare su oltre 700 mezzi e 20mila volontari", ha spiegato La Pietra, evidenziando il coordinamento con vigili del fuoco, carabinieri forestali e volontariato di protezione civile. Dall’inizio della campagna si contano 112 incendi boschivi; i restanti episodi hanno riguardato sterpaglie e vegetazione, spesso evoluti in incendi di interfaccia. La flotta regionale ha totalizzato 195 ore di volo (dato al 22 luglio) per 134 interventi in elicottero. Sono state mobilitate circa 2.700 squadre di volontari, per oltre 7.500 giornate/uomo, mentre le richieste di supporto al Dipartimento nazionale della Protezione civile sono 56.
Le province più esposte e il balzo del weekend
Secondo i dati aggiornati al 26 luglio, la provincia di Roma conta 259 incendi, seguita da Latina con 166, Frosinone con 94, Viterbo con 33 e Rieti con 17. Nel territorio pontino si registrano soprattutto roghi di sterpaglie (80), con 29 incendi boschivi; in 24 casi è stato necessario l’impiego dei mezzi aerei. A Minturno un vasto rogo ha richiesto ore di lavoro, con circa 80 ettari bruciati e cinque punti di innesco individuati. "I dati sono più o meno invariati rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso - ha spiegato Ciacciarelli -. Abbiamo un decremento sulla parte meridionale del Lazio e poi siamo intervenuti in maniera più celere". "Venerdì i numeri erano decisamente più bassi, stamattina abbiamo aggiornato a 569 incendi dall'inizio della campagna - ha detto La Pietra -. C'è stato un incremento del 20% in questo week-end rispetto a tutto il periodo dall'inizio della campagna, perché le alte temperature e soprattutto il vento forte, che ha raggiunto anche i 50 km/h, hanno favorito alcune attività, dolose o non dolose, che hanno aiutato il fuoco a divampare: com'è accaduto a Fiumicino o nel Gra sulla Laurentina".
Fiamme sul Gra e monitoraggio in tempo reale
Sul Grande raccordo anulare, altezza Laurentina, un rogo divampato domenica mattina risultava ancora attivo al momento del briefing. "L'incendio è ancora attivo, il corpo nazionale sta lavorando e noi stiamo supportando la loro opera con le nostre botti. È un incendio che non si può spegnere dall'alto perché ci sono gli elettrodotti", ha spiegato La Pietra, precisando che "le indagini dei carabinieri forestali accerteranno questo aspetto" sulla possibile natura dolosa. L’assessore Ciacciarelli ha evidenziato il ricorso a tecnologie di sorveglianza: "Quest'anno, grazie ai droni e alla telecamere termiche che sono state montate, possiamo monitorare in tempo reale incendi come quelli sulla Laurentina".