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Lavoro irregolare nel Lazio: ispezioni 2025, irregolarità all'87,7%

Lavoro irregolare nel Lazio: ispezioni 2025, irregolarità all'87,7%

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Nel 2025 nel Lazio l'ispettorato nazionale del lavoro ha effettuato 13.389 accessi, di cui 12.485 ispezioni e 904 verifiche e accertamenti. Su 7.204 ispezioni definite, 6.315 sono risultate irregolari, con un tasso di irregolarità all'87,7%. I dati, diffusi dalla Cgil di Roma e del Lazio, offrono una fotografia aggiornata dello stato delle verifiche nel territorio.

I dati principali nel Lazio

Nel dettaglio settoriale: il numero più alto di accessi si registra nel terziario con 7.291, seguito dall'edilizia con 4.177. Proprio in questi comparti emergono le maggiori criticità in materia di salute e sicurezza sul lavoro: il tasso di irregolarità regionale raggiunge il 90,2%, con punte del 93,9% nell'industria, del 91,5% nelle costruzioni e dell'89,8% nel terziario.

Il quadro per territori

Sul piano territoriale: Roma concentra 7.975 accessi, seguita da Latina con 1.653, Frosinone con 1.446, Rieti con 1.260 e Viterbo con 1.055. Dalle ispezioni emergono oltre 8.200 lavoratrici e lavoratori tutelati, più di 1.200 casi di lavoro nero, 497 fenomeni interpositori e numerose violazioni su orario di lavoro, sicurezza e autotrasporto.

Le dichiarazioni della Cgil

“Una percentuale altissima, che conferma quanto siano ancora diffuse nel nostro territorio violazioni delle norme sul lavoro, sulla sicurezza e sulla legalità”, dice la Cgil di Roma e del Lazio.

Analizzando i numeri, secondo il report della Cgil, "nello stesso anno sono stati contestati oltre 31,7 milioni di euro di contributi previdenziali non versati e più di 1,3 milioni di premi assicurativi non versati, mentre gli importi complessivamente introitati per sanzioni superano i 13 milioni di euro. Numeri che danno la misura di un sistema nel quale il lavoro irregolare, il dumping e la compressione dei diritti continuano a trovare troppo spazio. Di fronte a questo quadro, che rende evidente come la propaganda non risolva i problemi, ci aspettiamo che il Governo Meloni si confronti con le organizzazioni sindacali per affrontare una situazione sempre più grave dell'affermarsi di un modello di fare impresa che sfrutta e uccide le persone. Servono - conclude la Cgil di Roma e del Lazio - investimenti veri e importanti per rafforzare l'Inail con più ispettori, più controlli, più prevenzione, più presidi territoriali e un rafforzamento degli strumenti di contrasto agli appalti irregolari, al lavoro nero e alle violazioni in materia di salute e sicurezza. Azioni prioritarie sia a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, che delle imprese sane che oggi devono fare i conti con la concorrenza sleale".