Lavoro domestico, il Lazio è tra le prime regioni italiane per il numero di badanti
Ospite in collegamento: Avv. Paola Mandarini, Responsabile Assindatcolf - sede locale di RomaIn una società sempre più anziana e frammentata, il ruolo dei lavoratori domestici sta rivestendo un ruolo sempre più importante. Numeri che evidenziano un vero e proprio spaccato della nostra società, ma anche una fotografia esatta dei cambiamenti della nostra collettività. Siamo un paese che invecchia, si fanno sempre meno figli e abbiamo poco tempo a disposizione: prendersi cura degli anziani diventa, dunque, in moltissimi casi un'impresa quasi impossibile. E allora, ecco che ci si affida ai cosiddetti lavoratori domestici.
Il Lazio si conferma tra le prime regioni italiane per numero di lavoratori domestici regolarmente assunti: nel 2023 se ne contano 117.500, di cui 37.186 badanti e 80.314 colf. Rispetto al 2014, il settore ha subito una contrazione complessiva del 15,6%, con una riduzione delle colf del 23,2%, mentre il numero delle badanti ha registrato un incremento del 7,6%. Il rapporto tra badanti e persone sole con almeno 60 anni si attesta a 7 badanti ogni 100 anziani soli, un dato inferiore alla media nazionale di 8,5.
Nel 2025 la richiesta toccherà i 2,3 milioni
Ma c'è anche un altro dato particolarmente interessante: nel 2025 la richiesta arriverà a toccare i 2,3 milioni, dunque serviranno 41mila badanti in più rispetto al numero attuale. Un fabbisogno che riguarda soprattutto quelle famiglie che lavorano tutto il giorno, ma anche quelle che per motivi economici rinunciano ad assumere.
La maggior parte dei lavoratori domestici è di origine straniera, soprattutto est Europa: parliamo del 68,9%, fa eccezione in Italia solo la Sardegna (meno del 19%).