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Latina, Satnam Singh: due nuovi arresti per sfruttamento del lavoro (VIDEO)

Latina, Satnam Singh: due nuovi arresti per sfruttamento del lavoro (VIDEO)

CAPORALATO A LATINA

Latina, morte di Satnam Singh: due arresti per sfruttamento del lavoro

Ospite in collegamento a Non solo Roma: Clarissa Montagna, giornalista de "Il Faro Online"

Altri due arresti, lo scorso 23 gennaio, a Latina per l’orrenda morte di Satnam Singh: uno dei due è Renzo Lovato. Su disposizione della Procura della Repubblica di Latina, – riporta l’Ansa -. i carabinieri hanno arrestato e portato in carcere i due, ritenuti responsabili in concorso di intermediazione illecita e sfruttamento pluriaggravato del lavoro.

La vicenda

La terribile vicenda, verificatasi nelle campagne di Latina, era avvenuta a giugno quando l’uomo, un bracciante agricolo addetto alla lavorazione del fieno, aveva avuto un arto staccato da un macchinario e diverse fratture (Leggi qui). Senza che gli fossero prestati i soccorsi dovuti, Satnam Singhè stato scaricato poco distante da casa da un pulmino di nove posti, mentre l’arto era stato poggiato su una cassetta degli ortaggi poco distante.

L’uomo, poi trasportato in eliambulanza al San Camillo di Roma, era morto qualche giorno dopo. Il Comune di Latina si era costituito parte civile. Queste le parole del sindaco Matilde Celentano all'epoca dei fatti: “Provo sgomento per la morte del bracciante, vittima di un incidente sul lavoro avvenuto il 17 giugno scorso a Borgo Santa Maria. Il giovane uomo rimasto gravemente ferito era stato poi abbandonato in strada anziché soccorso. Adesso più che mai, di fronte alla notizia del decesso, che mi addolora profondamente, accolgo la richiesta che proprio questa mattina mi è arrivata dall’intero Consiglio comunale di promuovere, ove ne ricorrano i presupposti, la costituzione di parte civile del Comune di Latina al futuro processo”.

I fatti accaduti avevano avuto sul territorio e su scala nazionale un’enorme eco mediatica ed emotiva, provocando manifestazioni e indagini, volte a far luce sul fenomeno del caporalato, tristemente diffuso.

Gli arresti

“Su disposizione della Procura della Repubblica di Latina, – spiegano in un comunicato stampa i Carabinieri – nel capoluogo pontino e presso la Casa Circondariale di Frosinone, i militari della Compagnia Carabinieri di Latina, in collaborazione con personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro Carabinieri del capoluogo pontino, hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa di misura cautelare personale, emessa dal GIP del Tribunale di Latina su richiesta della locale Procura della Repubblica, con cui è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti del legale rappresentante dell’azienda per cui lavorava la vittima Singh Satman e il padre di questi, amministratore di fatto della predetta ditta individuale".

Gli uomini sono ritenuti, in concorso tra loro, presunti responsabili di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro pluriaggravata, per avere utilizzato manodopera costituita da 7 braccianti agricoli in condizioni di irregolarità sul territorio nazionale, ossia privi di permesso di soggiorno, tra cui il predetto SINGH Satnam, a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.

Le indagini

L’attività investigativa, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Latina, in collaborazione con i militari del locale Nucleo Ispettorato del Lavoro Carabinieri, a partire dal 17 giugno 2024, giorno del grave infortunio occorso a Singh Satnam, poi deceduto, coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina, anche mediante un’accurata analisi delle utenze telefoniche e dei social in uso ai lavoratori irregolari trovati sui campi al momento del predetto infortunio, nonché grazie al contributo dichiarativo offerto da quattro lavoratori irregolari, che su richiesta del Comando Compagnia Carabinieri di Latina, hanno ottenuto il permesso di soggiorno per “casi speciali”, ha consentito di delineare il grave quadro indiziario nei confronti degli indagati”.

Cambiamento climatico, Anbi Lazio conferma la centralità dei Consorzi di bonifica e irrigazione

Si è tenuta presso la Sede nazionale di Anbi la conferenza di Anbi Lazio “La centralità del ruolo dei consorzi di bonifica e irrigazione nelle azioni di adattamento e mitigazione al cambiamento climatico” che ha avuto il focus di ribadire il ruolo strategico dei Consorzi di Bonifica del Lazio nel contesto delle sfide climatiche e dello sviluppo territoriale. All’evento, oltre al Direttore di Anbi, Massimo Gargano, ai presidenti e ai direttori dei Consorzi di Bonifica, erano presenti l’Assessore Regionale Giancarlo Righini, Marco Casini, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino, e Francesco Buresti, amministratore delegato di Acea Acque.

Nel suo intervento di apertura, la Presidente di Anbi Lazio, Sonia Ricci, ha dichiarato: “Il cambiamento climatico sta evidenziando sempre più il ruolo essenziale dei Consorzi di Bonifica nell’economia regionale e nelle azioni di adattamento. Anbi Lazio ha lavorato con determinazione per rilanciare questi enti, restituendo loro la centralità che meritano. La riforma voluta dall’Assessore Righini è stata un passo storico, e grazie a una sinergia istituzionale senza precedenti, oggi siamo in grado di offrire risposte concrete alle necessità del territorio”.

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A Colleferro un monumento dedicato a Willy Monteiro Duarte

Questa mattina a Colleferro, in occasione della “Giornata del Rispetto”, è stato inaugurato il Monumento presso la Piazza Bianca, in ricordo di Willy Duarte Monteiro, brutalmente assassinato il 6 settembre 2020. L’opera è stata realizzata dall’artista Simona Morelli.

Avrebbe compiuto 26 anni oggi, Willy, e questo monumento vuol essere non solo un segno tangibile in sua memoria, ma un punto di partenza chiaro ed evidente – ha dichiarato Alessia Pieretti, consigliera delegata Città metropolitana di Roma Capitale – di un percorso di educazione alla tolleranza e al rispetto, su cui non si può indietreggiare, ma solo progredire. Ciascuno di noi deve agire sempre e comunque travalicando muri e barriere di ogni tipo, soprattutto incontrando e conoscendo l’altro, e avendo una rete di amici, familiari e insegnanti: solo con l’ascolto e il rispetto possiamo progredire, come esseri umani e come società, ed è un messaggio fondamentale soprattutto per le nuove generazioni".

"Willy ha pagato con la sua vita una scelta, quella di rispondere alla violenza cieca difendendo e stando accanto ad un amico. Nelle scuole, nella vita civile, negli spazi pubblici, l’educazione al rispetto si agisce informando, ma anche condividendo, le cause che danno origine a odio e dinamiche violente, facendo sentire non solo con le parole che non si è mai soli quando si sceglie di stare dalla parte del rispetto e della giustizia”.