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Latina, chiesta condanna a 22 anni per Antonello Lovato per la morte di Satnam Singh

Latina, chiesta condanna a 22 anni per Antonello Lovato per la morte di Satnam Singh

tribunale sentenza

Procura di Latina in aula per il caso della morte del bracciante Satnam Singh. «Condannare Antonello Lovato a 22 anni»: è la richiesta formulata dalla procuratrice aggiunta Luigia Spinelli, insieme alla collega Marina Marra, al termine di una requisitoria durata quasi due ore davanti al Tribunale. Per la rappresentante dell’accusa «si è trattato di un caso gravissimo», segnato dalla condizione di un lavoratore irregolare la cui morte «poteva essere evitata».

La richiesta della Procura

La pubblica accusa ha ricostruito le fasi dell’infortunio e le condotte contestate all’imputato, l’imprenditore agricolo trentanovenne Antonello Lovato. In aula è stato ribadito che la vittima operava in condizioni di irregolarità e che i macchinari indicati, la macchina e l’avvolgitelo, erano «fuori norma, pericolosi e artigianali». Nel corso dell’udienza sono state proiettate alcune foto a supporto degli atti.

La posizione della difesa

In apertura l’avvocato Antinucci, difensore di Lovato, ha chiesto l’acquisizione del libretto su cui sono state versate somme destinate al risarcimento della moglie Soni Soni e dei familiari della vittima. Successivamente lo stesso imputato ha dichiarato di voler continuare a sostenere Soni Soni e i parenti di Satnam.

La ricostruzione in aula

Nella sua esposizione la procuratrice aggiunta ha scandito un passaggio ritenuto centrale. «Questa non è soltanto la morte di un uomo che si poteva salvare - ha detto Spinelli - ma una vita che si è consumata lentamente. Satnam era un lavoratore invisibile, non aveva il permesso di soggiorno, non aveva il contratto. Sia la macchina che l'avvolgitelo erano fuori norma, pericolosi e artigianali. Il datore di lavoro ha la perfetta percezione della gravità dell'infortunio. Non serve una laurea in Medicina per chiamare i soccorsi. Lovato non si sposta di un passo dalla sua decisione. E Satnam è stato risucchiato da quella macchina».

La procura ha chiesto di negare le attenuanti generiche, sintetizzando il ragionamento con le parole «No alle attenuanti generiche, bastava una telefonata». "+Il povero Satnam - ha aggiunto l'accusa - è stato buttato per terra contro uno spigolo. Il suo datore di lavoro lo ha fatto salire su un furgone e lasciato a casa in via Genova a Borgo Bainsizza, a chiamare i soccorsi sono stati i vicini di casa di Satnam. Lovato non merita le attenuanti generiche. Satnam era vivo e poteva essere salvato con una semplice telefonata».

Le prossime tappe

La sentenza è attesa il 7 luglio, dopo le arringhe della difesa, al termine di un processo che richiama l’attenzione pubblica del territorio di Latina e del Lazio per la rilevanza del caso e per le implicazioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.