In questo periodo dell’anno, radio e TV ricorrono ad un brano di Lucio Dalla per trasmettere la sensazione che meglio racconta ogni fase di passaggio al nuovo anno. Questo brano è “L’anno che verrà”, scritto e cantato nel 1978 e pubblicato l’anno successivo.
“Si esce poco la sera, compreso quando è festa
E c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra
E si sta senza parlare per intere settimane
E a quelli che hanno niente da dire
Del tempo ne rimane.”
Questi sono alcuni versi di un capolavoro che il cantante bolognese ci ha lasciato come eredità, immaginando di scrivere una lettera ad un amico. È tra le canoni più amate di tutti i tempi e che viene riproposta ogni fine anno perché, attraverso un confronto immaginario con il mittente, rivendica un senso di speranza che accumuna tutti, o comunque molti, con l’inizio del nuovo anno. Magari migliore.
E chissà se lo stesso Dalla, quando scrisse la canzone nel pieno degli anni di piombo dedicandola - almeno cosi dice la tradizione - ad un amico arrestato per motivazioni politiche e ad un altro amico, frate domenicano, si era immaginato un così ampio e duraturo successo.
Di certo, al di là dei riferimenti specifici e storici che il testo contiene, “L'anno che verrà” racchiude tutte le speranze che ogni 31 dicembre affida a riti e scaramanzie tipici del capodanno: se è innegabile che ognuno vorrebbe cancellare nel futuro più prossimo le grandi piaghe che affliggono il mondo, dalla fame alla guerra, alla fine - dice Dalla - quel che importa è che nel passaggio dal vecchio e nuovo anno ci siano vicino a noi gli affetti più importanti o appunto gli amici. Perché se è vero che sperare in un anno migliore di quello appena trascorso è un esercizio di ottimismo che a nessuno dovrebbe essere impedito, sapere di poter affrontare i prossimi mesi insieme a chi si vuol bene rende meno angosciosa l'incertezza per quello che potrebbe accadere.
Prepariamoci ad un altro anno
“L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
Io mi sto preparando, è questa la novità.”
Così si chiude la canzone di Dalla, con una speranza nel futuro e al contempo la pazienza di affrontare un altro anno. E mentre tutti noi guardavamo in questo Capodanno i fuochi d’artificio organizzati per l’occasione, abbiamo – chi più chi meno – espresso un desiderio che vogliamo si realizzi nell’anno. L’importante è esserci, vivere il momento. “E se quest'anno poi passasse in un istante / Vedi, amico mio, come diventa importante / Che in questo istante ci sia anch'io.” Lo diceva anche lui, che ha scritto questa canzone tutt’altro che pessimista.