Ricordare è doloroso, ma necessario. Per chi c’è ancora e per chi non c’è più, ma anche – e soprattutto – per chi verrà. In occasione della prossima Giornata della Memoria, la Fondazione Museo della Shoah e il Municipio XII di Roma Capitale hanno promosso questa mattina, 26 gennaio 2026, nel quartiere Monteverde, presso il Teatro Vascello di Roma, un incontro importante dedicato agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Le pietre d'inciampo a Monteverde
A Monteverde si trovano le pietre d’inciampo dedicate a Piero Terracina, amico fraterno di Sami Modiano, superstite della Shoah. In lacrime, Sami racconta la sua storia, alla vigilia del giorno della Memoria. Oltre 300 studenti presenti in sala e più di 400.000 studenti collegati da tutta Italia.
Tra il dialogo con Sami Modiano e le domande degli studenti, l’incontro si è sviluppato tra memoria e confronto con chi era presente in sala e i collegati da remoto. Il filo conduttore, il libro Così siamo diventati fratelli. L’amicizia che salvò Sami e Piero, scritto con Marco Caviglia ed edito da Mondadori.
Il volume rappresenta una testimonianza importante: ripercorre la storia di Sami Modiano, ebreo rodiota di 14 anni, e di Piero Terracina, ebreo romano di 16 anni, che sono stati travolti dalla persecuzione razziale negli anni Trenta e Quaranta del Novecento. Entrambi deportati ad Auschwitz-Birkenau nel 1944, dopo aver perso entrambi le proprie famiglie, si incontrarono nel campo di sterminio. L’amicizia, però, non conosce contesti né scuse. Le condizioni orribili e disumane che attraversavano quei luoghi, fece da culla ad un rapporto di amicizia destinato a durare oltre settant’anni.
''Ho avuto il privilegio di visitare Auschwitz e Birkenau insieme a Sami ed è stato toccante ed incredibile ascoltare il suo racconto; lui stava all'interno di quel luogo di morte impressionante, l'industrializzazione spietata del massacro della morte, un'esperienza straziante, sulla base di un pregiudizio etnico razziale vergognoso, sulla base di una ideologia criminale e antisemita come il nazismo" ha detto il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri intervenendo in apertura dell'incontro.
"Oggi è fondamentale ascoltare le sue parole straordinarie non di odio ma di verità, di chi ha subito una prova di umanità immensa. Per questo - ha sottolineato il Sindaco - la memoria è importante. Non è solo un fatto di erudizione di storia. È un anticorpo contro le barbarie che l'umanità ha saputo produrre e che non devono mai più ripetersi".


