A Roma apre il primo nucleo del Museo del Tevere, per ora presentato come “La casa del Tevere”, negli spazi di via Gomenizza 81, alle pendici della riserva naturale di Monte Mario e a pochi passi dal fiume. L’iniziativa nasce dopo oltre otto anni di lavoro dei cinque storici circoli remieri della Capitale riuniti nell’Associazione per il Museo del Tevere: Tevere Remo, Aniene, Roma, Lazio e Tirrenia Todaro.
Un polo culturale e naturalistico
Il nuovo spazio si configura come un punto di riferimento culturale e ambientale con archivio storico, imbarcazioni d’epoca esposte tra cui una yole del 1872, e migliaia di reperti e collezioni da studiare e catalogare. «Preferiamo al momento chiamarlo “La casa del Tevere” — spiega Stefano Brusadelli, vicepresidente dell’associazione — perché, oltre all’archivio storico e all’esposizione di alcune imbarcazioni come una yole del 1872, vogliamo incrementare, quando avremo i fondi, la parte tecnologica di realtà virtuale con l’ausilio dell’Intelligenza artificiale per attrarre i giovani. Una città nata sul guado dell’Isola Tiberina, L’obiettivo è quello di riconnettere i romani con il loro fiume, in una città che è nata sul guado dell’Isola Tiberina, e poi rendere questa struttura un luogo dove i cittadini possano confrontarsi sul loro rapporto con il fiume perché il Tevere si percepisce ancora come qualcosa di “separato”, spesso pericoloso. Ma non è così».
Il patto con il Campidoglio
L’immobile è stato messo a disposizione dal Campidoglio attraverso il Patto di collaborazione tra Comune e privati, mentre i circoli cureranno la gestione. «L’amministrazione crede molto in questo progetto — aggiunge Brusadelli — e dopo una lunga interlocuzione, prima con l’assessore al Patrimomio Tobia Zevi, poi con la sua collega all’Ambiente Sabrina Alfonsi, siamo riusciti a raggiungere questo risultato».
Uno spazio aperto alla città
La struttura sarà teatro di eventi, presentazioni di libri e dibattiti. All’apertura è attesa anche la partecipazione del sindaco Roberto Gualtieri e sarà proiettato un filmato realizzato da Titanus con le scene più celebri del Tevere al cinema tra anni Cinquanta e Sessanta. Inaugura inoltre la mostra fotografica “Centocinquant’anni di amore per il fiume”, curata da Giuseppe Di Piazza, con un’ottantina di immagini storiche provenienti dagli archivi dei cinque circoli. «La Casa del Tevere, aperta alla città — ha spiegato il presidente dell’associazione Marcello Scifoni — rappresenta il coronamento di un’azione di riscoperta del fiume che è stata condotta da noi insieme ad altre associazioni private come Tevere Day. Deve diventare un luogo vivo, partecipato, speriamo soprattutto dai ragazzi».
Riconnettere Roma al suo Tevere
La missione è restituire centralità al fiume nel quotidiano dei cittadini, anche grazie ai nuovi interventi sulle sponde. «Per avvicinare i romani al loro fiume c’è ancora sicuramente molto da fare, ma siamo sulla strada giusta — conclude Brusadelli —. Con i nuovi parchi d’affaccio sul Tevere e il rifacimento delle banchine si sta dando ai cittadini di molti quartieri la possibilità di passeggiare lungo tutto il fiume. E piano piano si sta lavorando anche per rendere gli argini più sicuri e puliti. La balneabilità però resta un sogno lontano: non solo per la bonifica e depurazione delle acque ma per la configurazione stessa del percorso del fiume pieno di correnti, mulinelli e gronde torrentizie».