Isola Farnese resta in sofferenza per le chiusure legate all’allerta gialla. Dopo le frane di gennaio, il collegamento principale con il borgo alle porte di Roma continua a interrompersi in base alle condizioni meteo, con ripercussioni pesanti su residenti e attività. L’ultima chiusura, scattata con l’allerta del 28 maggio, ha riacceso le proteste e il confronto tra cittadini e istituzioni.
La chiusura legata all’allerta gialla
L’ordinanza del Comune di Roma prevede l’interdizione temporanea della strada di accesso in concomitanza con l’allerta gialla regionale, per motivi di sicurezza. Il sistema di monitoraggio con sensori e semaforo ha permesso riaperture parziali, ma permane un regime di forte precarietà, con l’accesso al borgo che a intermittenza torna a essere possibile solo a piedi.
Le voci dal territorio
Il capogruppo di Forza Italia nel Municipio XV, Stefano Peschiaroli, interviene a sostegno dei residenti: «piena solidarietà ai cittadini di Isola Farnese, gravemente limitati nella loro libertà, costretti con il caldo a entrare e uscire solo attraverso le ormai note scale: 150 scalini per raggiungere le proprie abitazioni, passando peraltro attraverso la proprietà privata del castello. A quanto risulta, oggi il portone di accesso sarebbe stato aperto circa due ore dopo la chiusura della strada. Una situazione surreale e inaccettabile. Il sistema dei sensori e del semaforo va superato. Chiediamo l’immediata modifica dell’ordinanza del sindaco Gualtieri e, a cinque mesi dalla frana, una soluzione definitiva per la messa in sicurezza del costone».
Tra gli esercenti, il titolare del centro sportivo locale, Domenico De Cagna, segnala perdite rilevanti: «Anche oggi con questa nuova chiusura partite saltate - racconta -: da gennaio abbiamo calcolato almeno 40mila euro di danni, senza contare i contratti saltati e le altre iniziative che forse non potranno andare in porto come i centri estivi».
La posizione del Municipio XV
Il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, spiega di aver chiesto al Campidoglio di rivedere l’ordinanza, svincolandola dall’allerta gialla e basandola sugli esiti del monitoraggio: «Trattandosi di allerta regionale - spiega il minisindaco - in via precauzionale anche in queste ore la Protezione civile ha dovuto purtroppo chiedere alla polizia locale di procedere all'interdizione della strada. Comprendo, e da sempre ho compreso, la necessità di attivare tutte le procedure necessarie per garantire massima sicurezza alla cittadinanza, e ringrazio i tecnici che in attesa di ricevere la dichiarazione di cessato pericolo da parte della proprietà privata, per evitare una chiusura prolungata nel tempo si sono fatti carico, non solo dell'intervento, ma anche dei sistemi di monitoraggio del costone che hanno consentito la riapertura della strada, anche se temporanea e parziale. Alla luce però dell'enorme dispendio di forze organizzative da parte dell'amministrazione, della polizia locale e del Municipio, e anche e soprattutto delle difficoltà che i residenti del borgo devono affrontare, oggi ho rinnovato la richiesta - già avanzata il 6 maggio scorso e verificata nella riunione del 14 - di rivedere l'ordinanza prendendo in considerazione gli esiti del monitoraggio dei sensori e degli interventi realizzati nei mesi precedenti».
Torquati aggiunge: «Fermo restando che il tema della sicurezza resta imprescindibile e prioritario - conclude Torquati - tutto ciò si rende necessario per favorire una riapertura più stabile della strada, che consenta alla cittadinanza del borgo di vivere con meno incertezza questo periodo di transizione».
I prossimi passaggi tecnici
Sul fronte operativo, il minisindaco chiarisce gli step attesi per il consolidamento del costone e la stabilizzazione dell’accesso viario: «si è svolto il tavolo tecnico di confronto in cui è stata assicurata già dalla settimana prossima la consegna del progetto e del cronoprogramma per l'esecuzione delle opere, affinché possa essere prodotto dalla stessa proprietà un certificato di cessato pericolo». Nel frattempo, la comunità del borgo dove risiede anche Tinto Brass chiede certezze e una riapertura più stabile della strada.