A Frosinone il prelievo da addizionali Irpef pesa più che in molte altre città italiane. A evidenziarlo è uno studio della Uil che colloca il capoluogo ciociaro tra i territori con la pressione fiscale locale più elevata, con effetti tangibili su lavoratori e pensionati.
I numeri principali
Per un reddito lordo annuo di 20mila euro, a Frosinone si versano 586 euro tra addizionale regionale e comunale. Il confronto con i grandi centri è immediato: a Milano con lo stesso reddito l’esborso è di 263 euro, meno della metà. Valori molto alti emergono anche nelle metropoli: Roma arriva a 606 euro, Napoli a 607, con Frosinone che si avvicina a questi livelli pur non essendo una grande città.
L’impatto sui redditi medi
La situazione diventa ancora più onerosa per chi dichiara 40mila euro lordi: a Frosinone il totale delle addizionali raggiunge 1.412 euro, tra i valori più alti a livello nazionale. Davanti si collocano soltanto poche realtà come Roma, Napoli, Avellino e Salerno. Il divario con altre città resta marcato: a Cagliari con lo stesso reddito si pagano 778 euro, con uno scarto superiore ai 600 euro annui.
Perché cambiano le aliquote
Le differenze sono generate dall’autonomia riconosciuta a Regioni e Comuni nella definizione delle aliquote locali. Secondo la Uil questa leva viene talvolta utilizzata per fronteggiare difficoltà di bilancio o inefficienze nella riscossione, con il risultato di trasferire l’onere sui contribuenti, soprattutto nei territori economicamente più fragili del Centro-Sud, dove i servizi non sempre risultano allineati al maggiore prelievo.
La richiesta del sindacato
La Uil sollecita una revisione del sistema per ridurre gli squilibri territoriali e alleggerire il peso su chi ha redditi più bassi. “Occorre costruire un sistema più equilibrato, equo e solidale – sottolinea la Uil – capace di garantire sostenibilità finanziaria agli enti territoriali senza scaricare i problemi di bilancio sui cittadini che già pagano regolarmente le imposte”.