L’intelligenza artificiale come opportunità, ma anche come banco di prova per la politica, l’etica e le relazioni internazionali. È questo il filo conduttore dell’incontro in programma mercoledì 11 febbraio alle ore 9 nella sede della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale, a Palazzetto Venezia, nel cuore di Roma.
Al centro del dibattito, dal titolo “La sfida della complessità tra nuova globalizzazione e Intelligenza Artificiale”, il tema di come le tecnologie emergenti stiano ridisegnando equilibri economici, sociali e diplomatici in un contesto globale segnato da conflitti, disuguaglianze e tensioni crescenti.
Ad aprire i lavori sarà il presidente della Sioi, Riccardo Sessa. Interverranno, tra gli altri, il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana; Francesca Viviani, Gartner Client Director per il settore pubblico dell’Europa meridionale; Diego Brasioli, inviato speciale per la cybersicurezza e responsabile dell’Unità per l’innovazione tecnologica e la sicurezza cibernetica del Ministero degli Esteri; e Marco Emanuele, senior researcher presso l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo.
Il confronto prenderà spunto dal volume “Il tempo nuovo”, pubblicato da Mursia e firmato da Brasioli ed Emanuele, che riflette sulle trasformazioni in atto e sul ruolo dell’uomo in una fase storica segnata da cambiamenti accelerati.
Tra innovazione e umanesimo digitale
La rivoluzione tecnologica, sottolineano gli autori, non si sviluppa in un vuoto astratto, ma dentro una realtà attraversata da guerre, nuove povertà e fragilità sociali. Allo stesso tempo, le potenzialità dell’intelligenza artificiale aprono scenari inediti: dalla medicina alla gestione delle emergenze climatiche, fino alla pianificazione dei territori.
Il nodo centrale resta quello della responsabilità. L’IA, come ogni grande scoperta, è frutto della creatività umana e richiede scelte consapevoli. Il rischio, evidenziano i promotori dell’incontro, è che la tecnologia venga subita anziché governata. L’obiettivo, invece, è fare in modo che diventi uno strumento capace di sostenere il progresso collettivo.