Nel primo trimestre 2026 il Lazio registra 19 infortuni sul lavoro mortali, di cui 16 nella provincia di Roma. Il quadro emerge dall’analisi della Cgil di Roma e del Lazio su dati Inal aggiornati al 31 marzo 2026, che indicano anche un incremento del 9,2% delle denunce complessive rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il quadro regionale
Le denunce per infortuni sul lavoro passano da 10.244 a 11.189, mentre i casi con esito mortale salgono da 15 a 19. L’aumento riguarda sia le lavoratrici, da 4.180 a 4.703 denunce, sia i lavoratori, da 6.064 a 6.486. La crescita interessa tutte le fasce d’età, con rialzi tra i 20-24 anni (da 611 a 716), 30-34 (da 889 a 1.057), 45-49 (da 1.021 a 1.114) e 65-69 (da 221 a 260).
Province e settori più colpiti
In valore assoluto il balzo maggiore si registra a Roma, con le denunce che passano da 8.124 a 8.900. Incrementi anche a Latina (da 791 a 888), Viterbo (da 460 a 515) e Rieti (da 292 a 308), mentre Frosinone resta stabile (da 577 a 578). Nella gestione industria e servizi crescono gli infortuni in sanità e assistenza sociale (da 655 a 727), nel commercio (da 497 a 557), nelle costruzioni (da 445 a 504) e nelle attività artistiche, sportive e di intrattenimento (da 73 a 114). Nel solo marzo 2026 le denunce nelle attività di alloggio e ristorazione aumentano del 12,7%: “a riprova della scelta sbagliata del Governo Meloni di inserire una deroga di 30 giorni, a partire dalla data di assunzione, per la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori di questo settore sui temi della salute e della sicurezza, contenuta nella legge di conversione del Dl 159/2025”, sottolinea la Cgil.
Le richieste del sindacato
Sui casi, in particolare quelli mortali, la Cgil sollecita un impegno condiviso delle istituzioni territoriali, con attenzione al sistema degli appalti e alla prevenzione dei rischi da caldo estremo in vista dell’estate: “ci aspettiamo il massimo impegno anche da parte delle istituzioni del territorio, a cominciare dalla Regione Lazio, a partire dal sistema degli appalti, in cui si verifica la maggioranza degli infortuni, e dalla prevenzione dei rischi causati dal caldo estremo per le lavoratrici e i lavoratori, in vista dell’estate”.