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Infermieristica nel Lazio: occupazione alta e nuove lauree specialistiche dal 2026/2027

Infermieristica nel Lazio: occupazione alta e nuove lauree specialistiche dal 2026/2027

Testo del paragrafo (5)

Nel Lazio la professione infermieristica offre prospettive concrete di inserimento lavorativo. Il Rapporto AlmaLaurea 2025 conferma tassi di occupazione a un anno dalla laurea pari al 90,4% per gli uomini e all’89,8% per le donne, mentre il territorio registra una carenza stimata tra 5mila e 7mila infermieri. Nello stesso tempo, lo scorso anno si è registrata più offerta che domanda ai corsi di laurea in Infermieristica.

Occupazione e composizione dei laureati nel Lazio

Secondo i dati diffusi, nel Lazio i laureati in area L/SNT1 sono per il 25% uomini e per il 75% donne. A un anno dal titolo, il 45% lavora con contratto a tempo indeterminato, il 42% con tempo determinato e il 9% svolge attività in proprio, un segnale di crescente autonomia professionale. Resta però un gap retributivo di genere: la retribuzione media degli uomini è pari a 1.775 euro, quella delle donne a 1.666 euro.

Le nuove lauree magistrali a Roma

Dal 2026/2027 saranno attive a Roma le tre lauree magistrali specialistiche in Scienze infermieristiche. A Tor Vergata è previsto il corso in Cure neonatali e pediatriche. Al Campus Biomedico partirà il corso in Cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità. Alla Sapienza saranno attivate tutte e tre le specialità: Cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità, Cure neonatali e pediatriche, Cure intensive e nell’emergenza.

Le dichiarazioni di Opi Roma

“I dati di AlmaLaurea sul Lazio confermano tendenze consolidate da anni – dichiara Maurizio Zega (foto), presidente di Opi Roma –, ma forse qualche riflessione sulla efficacia occupazionale di questo percorso accademico va offerta ai giovani, accompagnata da un’avvertenza proprio per il prossimo anno accademico 2026/2027: saranno attivi i corsi delle tre nuove lauree magistrali in Scienze infermieristiche specialistiche”.

“Insomma, per la prima volta – commenta ancora Zega – chi prenderà in considerazione la nostra professione si troverà di fronte non solo ad una laurea che assicura un pronto inserimento nel mercato del lavoro, ma anche una seria prospettiva di carriera. E si spera che di fronte a questo passo avanti anche la contrattazione nazionale, sulla quale non ci compete pronunciarci, voglia prenderne atto”.

Conclude il presidente di Opi Roma: “Gli infermieri, che già non sono ‘tutti uguali’, marciano verso una sempre più alta e finalmente riconosciuta specializzazione: è bene che su questo i giovani possano riflettere. Un ruolo essenziale possono svolgerlo proprio i mezzi di comunicazione, per sfatare mentalità tanto superate quanto ingiustificate sul piano scientifico”.