Un'infermiera dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina è finita in manette con l’accusa di detenzione e diffusione di contenuti pedopornografici. L’indagine, avviata in seguito ad alcune verifiche su presunte violenze a danno della stessa donna, ha portato alla scoperta di materiale illecito durante una perquisizione domiciliare. Oltre alla caposala, le forze dell’ordine hanno arrestato anche una coppia, marito e moglie, anch’essi trovati in possesso di documenti compromettenti. La polizia ha sequestrato dispositivi elettronici e archivi digitali, mentre la Procura ha ottenuto la misura cautelare in carcere per tutti e tre gli indagati. L’infermiera è stata condotta nella casa circondariale di Rebibbia. Le autorità stanno proseguendo le indagini per chiarire i ruoli specifici degli arrestati nella vicenda.
Arresti per pedopornografia: la polizia scopre file illegali in casa dell’infermiera
Gli agenti della Squadra Mobile di Latina hanno fatto irruzione nell’abitazione di una caposala dell’ospedale Goretti, trovando nella sua disponibilità materiale pedopornografico. L’operazione si inserisce in un’indagine più ampia, partita da alcune verifiche relative a presunti episodi di violenza subiti dalla stessa donna. Durante la perquisizione, gli inquirenti hanno acquisito numerosi supporti digitali contenenti immagini e video illeciti, aprendo così un nuovo filone investigativo incentrato sul reato di pedopornografia.
Nel corso della stessa giornata, anche l’abitazione della coppia coinvolta, residente nella provincia di Latina, è stata perquisita. Qui, gli agenti hanno rinvenuto ulteriore materiale compromettente riconducibile allo stesso circuito di scambio illecito. Gli elementi raccolti hanno rafforzato le ipotesi della Procura, che ha richiesto la custodia cautelare per tutti gli indagati.
Perquisizioni all’ospedale Santa Maria Goretti
Le forze dell’ordine hanno esteso i controlli anche agli ambienti sanitari dove la donna lavorava. I controlli hanno riguardato il reparto in cui la professionista operava in qualità di coordinatrice, con l’obiettivo di verificare eventuali utilizzi impropri delle apparecchiature informatiche in dotazione. Nonostante non siano emersi al momento elementi riconducibili all’ambito lavorativo, gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi.
La direzione sanitaria dell’ospedale ha espresso piena collaborazione con le autorità competenti e ha sospeso la dipendente da ogni incarico, in attesa dell’evoluzione del procedimento giudiziario. Anche il personale del reparto è stato ascoltato dagli investigatori per fornire eventuali chiarimenti utili alle indagini.
Interrogatori e analisi in corso
A seguito della richiesta della Procura di Latina, il giudice per le indagini preliminari ha convalidato gli arresti disponendo la detenzione in carcere per la caposala e per la coppia coinvolta. Il quadro indiziario, definito grave e circostanziato, ha motivato la scelta di una misura restrittiva per evitare la possibilità di inquinamento probatorio o reiterazione del reato.
Durante gli interrogatori, svolti alla presenza della pm titolare del fascicolo, Luigia Spinelli, e del giudice Laura Morselli, gli arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Intanto, la polizia scientifica sta analizzando il contenuto dei dispositivi sequestrati, tra cui smartphone, computer e memorie esterne, per individuare l’origine e la destinazione del materiale incriminato.