Una densa nube nera ha avvolto San Giorgio a Liri dopo l’incendio divampato alla Remat Lazio, impianto dedicato al recupero di plastica, metalli, carta e cartone. Le fiamme, sospinte dal vento, hanno reso l’aria irrespirabile per diversi chilometri e la colonna di fumo è risultata visibile anche a notevole distanza, coinvolgendo l’intera area industriale e causando disagi ai residenti.
Operazioni di soccorso e invito a rimanere in casa
Sono in corso le operazioni dei Vigili del fuoco, impegnati con più mezzi e con il supporto del Nucleo Nbcr (Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico). Le squadre attendono che il rogo sia completamente domato per procedere a una prima valutazione delle cause. Nel frattempo ai residenti è stato chiesto di non uscire, per limitare l’esposizione al fumo.
Gestione dello stabilimento e attività
Lo stabilimento è gestito da Lucio Migliorelli, già presidente della Saf (Società Ambiente Frosinone) di Colfelice. La Remat è specializzata nel recupero del materiale plastico, vale a dire nella parte differenziata dei rifiuti. L’attività non coincide con quella della Saf di Colfelice, dove viene trattata la componente indifferenziata, e tra le due realtà non sussiste alcun rapporto operativo.
Contesto e precedenti nel territorio
L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza degli impianti di trattamento rifiuti nel Lazio. Qualche anno fa, alle porte di Frosinone, un’altra nube tossica si sollevò da un diverso stabilimento: in quel caso le fiamme partirono dalla batteria elettrica di un «muletto» messo in carica.