La Procura di Tivoli ha chiesto il rinvio a giudizio per undici indagati in relazione al rogo che, nella notte tra l’8 e il 9 dicembre 2023, devastò l’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli, nel Lazio, causando la morte di tre pazienti. Il pm Filippo Guerra contesta, a seconda dei ruoli, i reati di incendio colposo, omicidio colposo plurimo e numerose violazioni delle norme su sicurezza sul lavoro e prevenzione incendi.
Le contestazioni della procura
La richiesta di processo riguarda dirigenti, responsabili della sicurezza, tecnici e figure coinvolte nella gestione dei servizi e dei rifiuti della struttura sanitaria. Nella richiesta vengono richiamate ipotesi di criticità organizzative e gestionali. In una nota di Studio3A-Valore si legge: «contestate presunte omissioni nella valutazione dei rischi, nella gestione della sicurezza antincendio, nel controllo del deposito temporaneo dei rifiuti ospedalieri, nella manutenzione degli impianti e nell'adozione delle necessarie misure di prevenzione. L'ipotesi accusatoria evidenzia inoltre criticità relative alla rete idrica antincendio esterna, alle porte tagliafuoco, alla gestione dei rifiuti speciali e allo stato di alcuni impianti tecnologici».
Le vittime e le famiglie
Tra le persone offese figurano i familiari di Romeo Sanna e di Pierina Di Giacomo, due delle tre vittime. Le famiglie si sono affidate a Studio3A-Valore, tramite l’Area Manager Roma Angelo Novelli, con l’avvocato Lorenzo Marcovecchio. I parenti di Sanna affermano: «Sono passati quasi tre anni da quella notte che ha cambiato per sempre le nostre vite - spiegano i familiari di Sanna -. Sappiamo bene che nessuna decisione giudiziaria potrà restituirci Romeo né colmare il vuoto che la sua scomparsa ha lasciato nella nostra famiglia».
Dal canto loro, i familiari di Di Giacomo dichiarano: «da quel giorno conviviamo con un dolore che non si attenua. Non cerchiamo rivincite né scorciatoie, ma soltanto chiarezza e giustizia».
I prossimi passaggi
L’udienza preliminare è stata fissata per il 27 ottobre. Il procedimento proseguirà davanti al giudice, chiamato a valutare la richiesta della Procura e le posizioni dei singoli indagati in merito alle presunte responsabilità connesse all’incendio del nosocomio tiburtino.