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Incendio al carcere di Viterbo: 23 intossicati, un detenuto in codice rosso

Incendio al carcere di Viterbo: 23 intossicati, un detenuto in codice rosso

auto rubate

Nella serata di sabato 25 luglio un incendio ha interessato la sezione speciale precauzionale dell’istituto penitenziario Nicandro Izzo di Mammagialla, a Viterbo. Il bilancio è di 23 persone intossicate: diciassette detenuti e sei agenti della polizia penitenziaria trasferiti al pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa. Un detenuto è stato ricoverato in codice rosso e sei in codice giallo; in istituto sono stati assistiti altri dieci reclusi, uno in codice giallo e nove in codice verde. Le operazioni si sono concluse circa mezz’ora dopo la mezzanotte del 26 luglio.

Il quadro clinico e le dimissioni

Nelle ore successive la situazione è andata migliorando. Come riferito da Massimo Costantino, segretario della Fns Cisl Lazio, "gli intossicati sono stati quasi tutti dimessi. Restano in osservazione un solo detenuto e un agente".

Le prime verifiche sulle cause

L’allarme è scattato intorno alle 20. Secondo i primi riscontri, il rogo sarebbe di origine dolosa e potrebbe essere stato appiccato incendiando dei materassi. La densa coltre di fumo ha invaso vari locali del carcere di Viterbo, compresa l’infermeria, rendendo necessaria l’evacuazione dell’intero reparto coinvolto. I vigili del fuoco hanno domato le fiamme, mentre le forze dell’ordine hanno avviato gli accertamenti.

Il dispositivo di emergenza sul territorio

Considerata la gravità dell’evento, la centrale operativa di Ares 118 ha attivato il Nucleo maxiemergenze con l’allestimento del posto medico avanzato a Orte. Sono state inviate quattro ambulanze avanzate e due automediche, con una staffetta di mezzi tra il penitenziario e l’ospedale Santa Rosa. Contestualmente sono stati attivati i piani di emergenza di tutti gli ospedali della provincia.

Sovraffollamento e organici: le criticità segnalate

Per la Fns Cisl Lazio, l’episodio riaccende l’attenzione sulle condizioni del sistema penitenziario: "L'incendio richiama nuovamente il dibattito sulle condizioni all'interno delle carceri italiane dove, oltre al sovraffollamento e alla carenza di personale, manca un vero progetto poiché vivono da anni in una condizione di sofferenza strutturale". Al Mammagialla la capienza regolamentare è di 440 posti, a fronte di 669 detenuti. Gli agenti previsti sono 330, quelli in servizio 286; considerando anche il Gom, la carenza effettiva è di circa 70 unità. Nei ruoli si registrano una scopertura del 60% tra i sovrintendenti (16 presenti su 41) e del 44% tra gli ispettori (13 su 29). "C'è la necessità - afferma Costantino - di compensare le perdite di personale e completare gli organici, garantendo un numero di agenti sufficiente ad assicurare la sicurezza e l'operatività degli istituti penitenziari. La discrepanza significativa tra gli organici previsti e le forze effettivamente in servizio crea uno sbilanciamento sul personale esistente. La carenza di personale costringe gli agenti a carichi di lavoro eccessivi e a gestire un numero di detenuti per operatore non sostenibile, aumentando i rischi e lo stress lavorativo". "Servono urgentemente correttivi per evitare il ripetersi di tali criticità - conclude Costantino -, compresa quella dell'incendio. Ribadiamo la necessità di un cambiamento del sistema penitenziario, affinché gli agenti di polizia penitenziaria possano lavorare in un ambiente più sicuro. La sicurezza nei luoghi di lavoro non è un privilegio, ma un diritto fondamentale".

La scia di episodi recenti

Nelle ultime settimane l’istituto viterbese è stato teatro di più eventi gravi: nelle prime ore del 26 luglio un detenuto di 29 anni è stato trovato senza vita in cella, mentre il 16 luglio un 26enne è deceduto al culmine di una rissa tra reclusi. Il 7 e il 13 aprile due agenti sono stati aggrediti, con una prognosi di 25 giorni per un sovrintendente; il 4 giugno un agente scelto è rimasto ferito, con 30 giorni di prognosi.