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"Il tempo della cultura", il convegno a Cerveteri (VIDEO)

"Il tempo della cultura", il convegno a Cerveteri (VIDEO)

Quando si parla del patrimonio culturale dell’Italia, spesso si pensa a Roma, la città che da sempre fa sognare turisti e non. L’Italia, in verità, è un Paese il cui patrimonio culturale è spalmato su tutto il territorio e non a caso viene considerata la culla della cultura.

Un comune come Cerveteri lo sa bene: al suo interno, nelle sue piazze, nei vicoli, ha un evento da raccontare, ha tradizioni da tramandare. La cultura, infatti, non può essere inserita all’interno di una singola parentesi spaziale o temporale, ma quel che si può dire è che è sempre “il tempo della cultura”. È proprio così che si intitola l’evento che si è tenuto al Palazzo del Granarone di Cerveteri, il convegno moderato dallo scrittore e giornalista Antonio Galdo, organizzato nell’ambito del progetto “Cultura Turismo Lavoro” della Fondazione Anna Maria Catalano, finanziato con i fondi dell’Unione Europea della Next Generation nell’ambito del PNRR Cultura – TOCC.

L’evento “Il Tempo della Cultura” si è aperto con i saluti istituzionali di Elena Gubetti, Sindaca di Cerveteri, di Federica Battafarano, Vice Sindaca e Assessora alla Cultura di Cerveteri, Federica Poggio, Assessora alla Cultura di Fiumicino, e Tiziana Biolghini, Consigliere Delegato Città Metropolitana di Roma, insieme a Sergio Estivi, Presidente Collegio Scientifico Fondazione A. M. Catalano.

La fondazione Anna Maria Catalano è nata 18 anni fa per mia iniziativa – ha raccontato ai microfoni di Radio Roma Sergio Estivi - in memoria e in onore di mia moglie, Annamaria, e si occupa di progetti di ricerca applicando nuove tecnologie a metodi tradizionali, una sorta di armonia tra sviluppo e tradizione. Il progetto è cofinanziato al 75% con fondi PNRR dell’Unione Europea Next Generation gestiti dal ministero della Cultura nell'ambito del programma transizione digitale degli organismi culturali e creativi. Il progetto nasce per dare voce ai territori, nel caso specifico Cerveteri e Fiumicino, per nostra libera scelta, ma avremmo potuto scegliere qualunque altra parte del territorio nazionale. Come lo facciamo? Non da esperti, non da scienziati, non da studiosi, ma da persone comuni che si rivolgono a persone comuni.”

Cerveteri – ha sottolineato Elena Gubetti, Sindaca di Cerveteri - ha un patrimonio immenso, è la culla della civiltà etrusca. Custodiamo il sito UNESCO, ma ovviamente subiamo la vicinanza con Roma. Spesso siamo un po' alla periferia dell'Impero ed è difficile attirare i turisti. Stiamo invertendo questo fenomeno attivando un lavoro di promozione non solo del sito, ma di tutto il territorio perché noi abbiamo un territorio che parte dal mare e arriva alla montagna, può offrire un tipo di turismo non solo archeologico, storico e di arte, ma ovviamente un turismo cosiddetto esperienziale.”

Valorizzare il territorio di Cerveteri

La cultura abbraccia vari ambiti e rappresenta il motore che può trasformare il nostro territorio. Ha un valore sociale, storico, naturale, economico incredibile e che non smette mai di produrre contenuti. Ed è proprio attorno alla valorizzazione dello straordinario patrimonio di Cerveteri, che è stato possibile riflettere sulle potenzialità in termini di sviluppo economico e sociale dello stesso.
Al centro della discussione, infatti, alcuni aspetti sociali ed economici di un territorio che grida cultura, un territorio con una storia millenaria che cerca di avvicinare sempre più i giovani.

Cerveteri è un sito UNESCO, con la sua necropoli etrusca della Banditaccia, ha una grandissima storia millenaria proveniente dalla civiltà etrusca che ci ha lasciato dei valori culturali molto importanti, quali quelli dell'inclusione, dell'aggregazione, della solidarietà, ma anche del rapporto paritario uomo donna – ha detto Federica Battafarano, Vice Sindaca e Assessora alla Cultura di Cerveteri -. Noi cerchiamo ogni giorno attraverso l’azione amministrativa di valorizzare questo patrimonio così importante che è il sito UNESCO. Lo facciamo attraverso sia l’accrescimento di un turismo lento e sostenibile di prossimità, che in qualche modo è anche in controtendenza rispetto al turismo che può aggregare Roma Capitale che tende sempre in parte anche a fagocitarci e quindi l'azione deve essere invertita proprio per cercare di richiamare un'esperienza turistica diversa e un'esperienza di turismo culturale, sia attraverso l'applicazione della tecnologia ai beni culturali.”

E la cultura è piena di storia, e le donne e le loro storie sono state un focus su cui riflettere assieme attorno ad una nuova idea di valorizzazione del territorio, un’idea più inclusiva, più attenta all’ambiente e alle culture imprenditoriali perché da sempre sono state un valore aggiunto nelle amministrazioni, nei progetti, nella letteratura, nella scienza e in tantissimi altri ambiti.

Le donne di questo territorio hanno combattuto e hanno dato un contributo straordinarie al miglioramento di queste comunità – ha dichiarato Tiziana Biolghini, Consigliere Delegato Città Metropolitana di Roma -. Quindi questo è un progetto che anche con gli occhi delle donne, con il femminile, vuole valorizzare la cultura ambientale e archeologica, le risorse, le identità di questi territori e farli diventare opportunità di lavoro, di turismo e di lavoro etico.

Il Tempo della Cultura: tra donne, archeologia, ambiente ed economia

Un parterre di ospiti illustri ha fatto sì che la riflessione si allargasse a più ambiti: dall’archeologia all’ambiente, dal valore economico alle realtà imprenditoriali che traggono il loro ossigeno dalla cultura. Per poter valorizzare un territorio, bisogna alimentare e incoraggiare tutto ciò che vi ruota attorno e proprio per questo, i vari panel hanno fornito l’occasione per approfondire determinati aspetti che riguardano direttamente il territorio e la sua storia.
Nel primo panel, intitolato “Le donne nel tempo della cultura. Partire dalla storia e dalla letteratura per ripensare la società”, son intervenute: Tea Ranno, scrittrice e docente di scrittura creativa; Laura Di Nicola, professoressa della Sapienza Università di Roma e direttrice del Laboratorio Calvino; Mihaela Gavrila, professoressa della Sapienza e vicepresidente della Fondazione Anna Maria Catalano; Barbara Pignataro, giornalista.
Il panel successivo, “Archeologia e Ambiente. Il passato come chiave del futuro”, ha avuto come protagonisti: Margherita Eichberg, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Provincia di Viterbo e dell’Etruria Meridionale; Col. Daniela Piccoli della Cattedra di Scienze Ambientali presso la Scuola Ufficiali Carabinieri; Gianluca Piovesan, professore dell’Università degli Studi della Tuscia.
Nell’ultimo, ma non ultimo panel, “Il valore economico della Cultura” si è riflettuto sugli aspetti economici che ruotano attorno alla tematica ‘cultura’ con Mihaela Gavrila, professoressa della Sapienza e vicepresidente Fondazione Anna Maria Catalano; Andrea Bellucci, direttore di zona della Banca di Credito Cooperativo di Roma; Pierluigi Nucci e Emanuela Ponari della Coop. di Comunità “La Maesa”; Roberto Paolini, artigiano.

Il convegno è stato animato da due performance dell’attore e regista Agostino De Angelis: “Storia e storie di Donne” e “Impronte sulle pietre della storia”.