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Il paradosso dell’innovazione per le imprese. Assodigit: "Serve metodo"

Il paradosso dell’innovazione per le imprese. Assodigit: "Serve metodo"

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Innovare non è mai stato così facile, eppure non è mai stato così difficile. D’altronde abbondanza non significa sempre semplificazione. È il paradosso che oggi le piccole e medie imprese italiane si trovano ad affrontare.

Il panorama è questo: le imprese sono sospese tra un'offerta tecnologica senza precedenti e il rischio di perdere l’obiettivo. In un mondo sempre più frenetico, si aggiunge la corsa all’innovazione, dove il pericolo è quello di imbattersi in problemi che poi si riversano sull’impresa.

Se ne è discusso, di questo e di molto altro, a Roma, negli studi di Radio Roma, durante l'ultimo evento firmato Assodigit, dove è stato possibile confrontarsi sulle varie questioni in un momento di networking successivo al convegno.

Durante l’incontro abbiamo condiviso l’approccio adottato da Assodigit per affrontare queste nuove sfide. È importante parlarne perché oggi più nessuno è in grado di fare tutto da solo. Torna ad essere centrale, quindi, la tematica del networking, del sistema e della rete” afferma Giulio Capasso di Assodigit.

Oltre all’evento, abbiamo scritto anche un libro dal titolo ‘Il paradosso dell’innovazione’ – dice Alessandro Ferlito, di Assodigit -. L’idea è partita dal fatto che tutte le aziende parlano di innovazione. Parlare di innovazione, però, spesso non si traduce automaticamente in miglioramento dei risultati ottenuti e il paradosso è stato proprio questo. Attualmente stiamo vivendo un periodo che è pieno di intelligenza artificiale, di innovazione, nuovi tool, nuove tecnologie, ma non sempre tutto questo si traduce in un miglioramento dell'organizzazione, dell'efficienza energeticamente, operativa per l’azienda. Quindi, il messaggio che vogliamo dare con questo libro è che l'innovazione non va inseguita, ma va governata”.

Giovanni Cinquegrana, presidente di Assodigit, ai microfoni di Radio Roma, ha racchiuso il lavoro dell’associazione e gli obiettivi che ci si deve porre per essere al fianco delle imprese e con le imprese. “Condividere è fondamentale e questa parola rappresenta esattamente il lavoro che stiamo svolgendo con tutto il gruppo dell'associazione. L'evoluzione di questo evento racconta proprio questo: non solo costruire connessioni, anche se queste sono importanti, ma oggi diventa fondamentale costruire intorno a questo un ecosistema che non solo metta in relazione le persone, ma riesca a mettere a terra percorsi di digitalizzazione in grado di portare un risultato concreto alle aziende”.

Pensare l'innovazione

La risposta emersa dal tavolo di Assodigit è netta: l'innovazione è un percorso che richiede metodo, orientamento e, soprattutto, continuità nel tempo, ma senza troppa fretta.

A soffermarsi su questo tema è Marco De Amicis di Confindustria Assoconsult: “Fino ad oggi abbiamo pensato che tutto ciò che fosse innovazione ci obbligasse ad essere veloci, invece io credo che in questa fase e in questo esatto momento sia importante, se non rallentare, comunque non essere ossessionati dalla velocità”.

Dall'intelligenza artificiale alla cybersecurity, l'accesso all'innovazione oggi è democratico e alla portata di ogni PMI. Gli strumenti e le competenze ci sono, ma la vera sfida per gli imprenditori è non perdere la bussola: da dove partire per evitare investimenti a vuoto? La risposta è nel metodo.

Non basta comprare un software, serve una strategia che trasformi la tecnologia in valore concreto per il business e per le persone. Una partita decisiva che vede schierati non solo i privati, ma anche enti e istituzioni, uniti nella ricerca della giusta sinergia.

Il dialogo con le istituzioni è fondamentale, come lo è tra pubblico e privato – specifica Riccardo Corbucci, presidente commissione Roma Capitale Statuto e innovazione tecnologica - non soltanto perché tante risorse economiche sono arrivate dal pubblico - pensiamo ai fondi del PNRR, pensiamo ai fondi per Roma, per il giubileo e continueranno ad arrivare risorse dall'Europa - ma anche perché è fondamentale che ci sia un modello di Open Innovation, quindi la capacità di far dialogare soggetti privati, soggetti che rappresentano altre realtà, soggetti istituzionali che insieme devono concorre affinché questo sistema produca ricchezza, posti di lavoro e li produca soprattutto per il nostro paese, per i nostri cittadini, ma soprattutto per i nostri lavoratori”.

L'innovazione pervade ogni settore: essere preparati è ormai un imperativo.

L'innovazione – dice ai microfoni di Radio Roma Luigi Giulio De Mitri Pugno

Segretario Nazionale UGL Terziario - ormai è un tema estremamente attuale, quindi di conseguenza abbiamo necessità di dotarci di una strumentazione contrattuale che sia al passo con l'innovazione, con una classificazione del personale che sia all’altezza, con strumenti anche paritetici della bilateralità che siano al passo con l'innovazione, ma allo stesso tempo un istituto di contrattuali normativi ed economici che siano adeguati”.

Non dimentichiamo che le imprese del territorio possono accedere alla formazione gratuita: bisogna fare formazione gratuita alle imprese, grazie all’accesso ai fondi interprofessionali. Bisogna fare in modo che le imprese possano crescere, che i nostri lavoratori possano crescere sempre nel rispetto delle regole contrattuali e che sia i lavoratori sia le imprese possano progredire in questo momento così particolare” conclude Pietro Sportelli, Rinascita Imprese Confcommercio Castelli Romani.