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Il Papa a Ponte Mammolo: folla in festa e appello alla pace

Il Papa a Ponte Mammolo: folla in festa e appello alla pace

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Roma, grande partecipazione nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo per la quinta visita pastorale di Papa Leone XIV, l’ultima prima di Pasqua. Il Pontefice è arrivato in anticipo, alle 15.50, accolto da applausi, bandiere giallo-bianche e striscioni, in un quartiere operaio e multietnico a poca distanza dal carcere di Rebibbia. Il messaggio al centro dell’incontro è stato netto: «La guerra è un'assurdità in cui Dio non può essere arruolato».

La visita alla comunità parrocchiale

Nel cortile dell’oratorio il Papa ha salutato i fedeli, i volontari e gli operatori della Croce Rossa Italiana, soffermandosi anche con chi seguiva affacciato ai balconi. «Tutti siamo invitati. Venite tutti perché in Gesù Cristo c'è salvezza. Noi vogliamo condividere questo amore». Rivolgendosi ai presenti ha aggiunto un cenno alla comunità peruviana: «C'è una comunità peruviana molto grande qui. Bene, bene». Sulle facciate, bandiere vaticane e palloncini nei colori della Santa Sede e uno striscione con la scritta «Benvenuto».

Il messaggio: speranza e dialogo per la pace

Dal sagrato, Leone XIV ha ringraziato la parrocchia per l’impegno verso immigrati, anziani e persone senza lavoro, rilanciando l’idea di una Chiesa segno concreto di consolazione: «Possiamo essere segni di speranza - ha sottolineato ancora il Pontefice - in un mondo dove non se ne trovano più: voi avete creato una comunità che sa accogliere in un mondo dove il dolore e le difficoltà sono tanto grandi». Sul tema dei conflitti, l’appello a un dialogo per la pace senza sosta: «Attualmente nel mondo molti nostri fratelli e sorelle soffrono a causa di conflitti violenti, provocati dall'assurda pretesa di risolvere i problemi e le divergenze con la guerra, mentre bisogna dialogare senza tregua per la pace».

La voce della parrocchia

Il parroco Don Domenico Romeo descrive la missione pastorale nel territorio con parole nette: «una chiusura lampo tra la scuola e il quartiere». E aggiunge il suo impegno con i giovani affinché la comunità resti presidio educativo: «Cerchi di aiutare i ragazzi a vivere la parrocchia affinché la strada non diventi per loro una cattiva maestra. Purtroppo è capitato con alcuni, la strada spesso è la via più breve per fare soldi».