Dal 13 al 15 maggio, Fiera Roma ospita la nuova edizione di Codeway Expo, il forum nazionale di riferimento per il dialogo tra istituzioni, aziende e organizzazioni internazionali. Il focus del 2026 è il contributo dei privati nello sviluppo sostenibile, con particolare attenzione a innovazione, sicurezza e procurement ONU.
“Codeway, anche sulla base delle situazioni attuali, è molto importante. Grazie alla collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, siamo riusciti a organizzare una serie di incontri e abbiamo invitato tante persone che possono consentire di costruire quei rapporti a livello internazionale che oggi sono più che mai necessari” ha dichiarato ai microfoni di Radio Roma Fabio Casasoli, Amministratore Unico di Fiera Roma.

Cirielli: "Finora soldi a pioggia. Ora si produca sviluppo reale"
Ad aprire i lavori, il Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Edmondo Cirielli.
“Ormai Codeway, insieme a Fiera Roma, sono una realtà straordinaria per la cooperazione internazionale. È un evento che mette insieme tutti gli attori, dagli enti locali alle organizzazioni della società civile e soprattutto il settore privato, coinvolto pienamente con l’idea di Giorgia Meloni del piano Mattei. Coinvolgere tutto il sistema italiano significa avere un ritorno economico, significa fare del bene ma farlo realmente, producendo sviluppo, che è il vero compito della cooperazione internazionale. Ed è anche un investimento diplomatico: gli italiani hanno una grande capacità di produrre quel soft power importante per il nostro Stato” ha detto Edmondo Cirielli, Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Ci si ritrova, quindi, sotto il tetto di Fiera Roma a parlare di una sorta di cambio di visione. Finora “si sono dati dei soldi a pioggia per assistenzialismo, che non hanno prodotto un reale sviluppo in Africa, in cambio magari del saccheggiare l’Africa delle risorse e delle materie prime. Non crediamo che sia questo lo scopo della collaborazione, ma dobbiamo produrre uno sviluppo reale, concreto, con infrastrutture, formazione giovanile e posti di lavoro vero”. Da cosa nasce cosa, si dice. Ed è una catena quella di cui parla il viceministro Cirielli: “questo farà crescere anche un ceto medio importante”. E se succede questo, non si fa, quindi, solo del bene all’Africa, ma “creiamo un immenso mercato che per Paesi come l’Italia, che producono ed esportano cose di qualità, significa creare un interscambio e avere una migrazione id qualità”.

L’evento vede il coinvolgimento di oltre 100 relatori e delle principali agenzie delle Nazioni Unite (tra cui FAO, UNHCR e UNDP). Tra i temi caldi: l'accesso al mercato degli appalti ONU (valutato oltre 25 miliardi di dollari), la gestione delle crisi complesse e le nuove frontiere dell’agricoltura sostenibile in vista del Food Systems Summit 2027.
Cosa rappresenta il cibo in un contesto di cooperazione internazionale?
Parlare di cibo significa toccare un’infinità di temi e si può tranquillamente dire che rappresenta la sfida del futuro. Lo conferma anche Damiano Petruzzella, responsabile Innovation and knowledge transfer del Ciheam, che ai microfoni di Radio Roma dice: “Si sta lavorando per il prossimo Food System Summit ed è il momento in cui ci si mette a confronto e si decidono le grandi strategie e gli indirizzi. Parlando dell'Africa, che ha un incremento della popolazione altissimo, il tema della sicurezza alimentare è centrale nell'ambito della cooperazione internazionale. L'Italia, in modo particolare, grazie al ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, stiamo supportando tre delle 28 coalitions che saranno protagoniste nel prossimo Food System Summit… Noi in particolare come Ciheam Bari stiamo sopportando queste tre coalitions su tre temi importanti: il primo è lo spreco alimentare; poi sul vero valore del cibo; poi i sistemi locali del cibo. Per quest'ultimo, si parte dal piccolo, dalle città, dai territori, e con gli attori locali stiamo costruendo dei percorsi e delle politiche locali del cibo che possano migliorare la sicurezza alimentare del paese”.





