Il 21 aprile 2025 alle ore 7:35 Papa Francesco “è tornato alla casa del Padre”. L’annuncio è stato dato dal cardinale Kevin Farrell che con profonda tristezza, ha comunicato la morte del pontefice. Le settimane successive a questo momento sono scandite da attimi che vengono accomunati da una domanda: “Chi succederà a Papa Francesco?” Sono in tanti ad aspettare le due parole ormai storiche, “Habemus Papam”, che si sentiranno pronunciare nelle prossime settimane alla fine del conclave. Ma che cos’è il conclave?
Cos’è il conclave?
Il periodo di attesa dopo la morte del Papa, fino al nuovo nome, si conclude con l’elezione del nuovo pontefice. Gli aventi diritto al voto sono i cosiddetti “cardinali elettori”, ossia coloro che non hanno ancora compiuto 80 anni. Questa regola è stata introdotta da Papa Paolo VI e poi confermata da Giovanni Paolo II nell’Universi dominici gregis.
Si dovranno attendere 15 giorni dalla morte del pontefice prima di poter iniziare il conclave. La votazione si svolgerà nella Cappella Sistina del Palazzo Apostolico. La Basilica sarà blindata fino a che il nome del Papa non verrà definito. Tanto è vero che fino a che le operazioni dell’elezione non saranno concluse, i cardinali elettori non potranno avere contatti con l’esterno: sarò loro impossibilitato l’accesso al televisione, ai giornali o alla radio.
L’elezione avviene per scrutinio: i due terzi dei voti dei cardinali presenti baseranno per la nomina del futuro Papa. Sono tre le fasi della votazione: un pe-scrutinium, lo scrutinio e il post-scrutinio.
Nella prima fase, la votazione avviene con la distribuzione delle schede, scelti tre scrutatori e altri revisori e infirmarii. Ogni cardinale elettore vota segretamente e n questa fase, i votanti rimarranno soli nella Cappella. L’ultimo che voterà chiuderà la porta.
Nella seconda fase, l schede vengono messe le schede nell’urna, si mescolano e si fa lo spoglio dei voti. Si contano le schede per controllare che siano dello stesso numero dei cardinali elettori. Poi si passa allo scrutinio.
Nell’ultima fase, si contano i voti, si procede con i controlli, si bruciano le schede. Se la soglia richiesta non è stata raggiunta, il papa non è stato eletto. In caso contrario, si ha l’elezione del pontefice. Se entro tre giorni non si dovesse avere il nome, si osserverà un giorno di riposo, ma poi si ricomincia con le votazioni fin che la fumata non sarà bianca.