Eventi culturali e artistici, incontri e attività educative per sensibilizzare la cittadinanza e dire basta alla violenza sulle donne. Un programma lungo un anno quello voluto dal Comune di Grottaferrata che è iniziato oggi 7 marzo con lo svelamento dell’opera monumentale dell’artista Anna Izzo “La Violenza è una Gabbia” posta davanti alla sede comunale.
Una gabbia in acciaio con all’interno le iconiche scarpe rosse. Imprigionate insieme ad un grande uncino che rappresenta l’aguzzino. Il tacco però spunta dalle sbarre, simboleggiando una via d’uscita dall’incubo che vede ancora troppe donne costrette a vivere in una gabbia di violenza fisica, psicologica ed economica.
Grottaferrata svela l’opera contro la violenza sulle donne, al via un anno di eventi per dire "Basta"
Vittime che il Comune sostiene con percorsi di aiuto e offrendo un porto sicuro nei centri antiviolenza. Parola d’ordine “Basta…!” come il titolo del progetto ideato dall’assessora alle Pari Opportunità Paola Franzoso e accolto subito dal sindaco di Grottaferrata Mirko Di Bernardo. Non fermarsi al 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, ma creare una serie di iniziative che sollecitino a una riflessione costante.
Così come l’opera “La Violenza è una Gabbia” collocata in un punto simbolico e strategico, che porterà i residenti a porsi domande sul significato di quelle gigantesche scarpe. E anche come la performance di teatro-danza “La sottile linea rossa” di Corinna Torreggiani dall’incredibile impatto emotivo che questa mattina ha collegato i presenti con tanti fili rossi. Una metafora dei legacci e del dolore vissuto dalle vittime di violenza e anche dell’importanza della rete di aiuto. Perché nessuno deve rimanere indifferente.
L'evento
Un evento importante che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni che si dedicano alla tutela dei diritti delle donne e alla prevenzione della violenza di genere e delle forze dell'ordine. Hanno preso parte alla giornata tra gli altri la senatrice Beatrice Lorenzin, la deputata Marianna Madia, la scultrice Anna Izzo che ha realizzato l’opera monumentale, Carla Centioni, presidente dell'associazione "Ponte Donna", Elisabetta Nistri presidente della Federazione delle Donne per la Pace nel Mondo in Italia.
Il progetto
Il progetto “Basta…! Un anno di pensieri, riflessioni e azioni per l'eliminazione della violenza contro le donne e il futuro dei loro figli” prende il via oggi con lo svelamento dell’opera monumentale e proseguirà con appuntamenti che ogni mese parleranno del problema della violenza di genere con prospettive diverse.
Tra i tanti ricordiamo quello di giugno quando Gino Cecchettin incontrerà gli studenti e inaugurerà la seconda parte della casa rifugio del Comune di Grottaferrata intitolata a alla figlia Giulia Cecchettin. Tanti studenti anche oggi in piazza Eugenio Conti per partecipare all’evento in prima persona. Quattro i ragazzi che hanno fatto scivolare via le lenzuola dalla mastodontica gabbia svelando l’opera d’arte.
Il messaggio è certamente rivolto alle giovani donne che devono crescere sentendosi libere, ma anche ai ragazzi sollecitati ad affrontare una questione, quella della violenza di genere, che potrebbe riguardare una compagna di classe, una sorella e la loro stessa madre. Come Pasquale Guadagno, orfano di femminicidio, che nell’evento conclusivo a dicembre porterà la propria testimonianza.
Norme sempre più puntuali, rete efficace di sostegno per le vittime, politiche di assistenza e intervento rapido per mettere in salvo donne in pericolo. Un impegno attraverso il quale costruire un futuro di tutela per le donne che non può non passare attraverso l’educazione delle nuove generazioni.