Un rientro dalle vacanze decisamente agitato per alcuni romani. Al ritorno in città, numerosi residenti di quartieri come Parioli e Flaminio si sono trovati davanti a cartelli e transenne. Da lì, il passo è stato breve: centinaia di cittadini — ben 500 secondo alcune stime rese note dal Corriere della Sera — hanno inviato PEC al Dipartimento Mobilità del Comune, lanciando un'ondata di proteste digitali contro i cantieri del GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici.
In particolare, a finire nel mirino è il tratto che corre da via Panama fino a piazza Cavour, attraversando zone centrali come villa Borghese, viale delle Belle Arti e via Guido Reni. Qui, il timore è che, invece di migliorare la mobilità, l’opera finisca per peggiorarla, paralizzando interi quartieri con la ripresa delle scuole e delle attività a pieno ritmo.
Timore per viabilità e parcheggi
Le preoccupazioni maggiori riguardano il restringimento delle carreggiate e la prevista eliminazione di centinaia di parcheggi. Solo in via Guido Reni si parla di oltre 230 posti auto in meno.
L’assessore Patanè, come riportato dal Corriere della Sera, al momento all’estero per un convegno internazionale sui trasporti, ha risposto indirettamente alla pioggia di mail spiegando che ormai il progetto è in fase esecutiva, con contratti firmati e cantieri attivi.
Eppure, uno spiraglio resta aperto sul fronte del traffico. Patané ha annunciato comunicazioni ufficiali all'inizio di settembre. Un tentativo di mediazione che arriva proprio mentre molti temono l’effetto domino sulla viabilità, già sotto pressione in vista della riapertura delle scuole.
Nel frattempo, i cittadini continuano a far sentire la propria voce. Le bici sì, ma non a scapito della vivibilità, dicono. E la battaglia, almeno via PEC, è tutt’altro che finita.