Incroceranno le braccia il 3 settembre: questa è la decisione dei direttori del Ministero della Giustizia che aderiranno allo sciopero proclamato dal Coordinamento nazionale direttori giustizia.
Sciopero nazionale contro la bozza del nuovo ordinamento professionale
Lo sciopero nazionale, che coinvolgerà tutti gli uffici giudiziari del Paese, accompagnato da presidi e manifestazioni sul territorio, è stato indetto per il 3 settembre e interesserà anche la città di Roma. “Chiediamo un confronto serio e costruttivo – afferma Nunzia Paudice, Presidente del Coordinamento Nazionale Direttori Giustizia – per modificare la bozza dell’ordinamento e tutelare le funzioni e l’identità professionale dei direttori. In assenza di risposte concrete, siamo pronti a proseguire con ulteriori iniziative sindacali e giudiziarie”.
La bozza del nuovo Ordinamento professionale del personale non dirigenziale dell’Amministrazione giudiziaria, predisposta dal Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria e diffusa ai sindacati il 26 giugno scorso, è al centro della protesta. Nel testo si legge che avverrà la soppressione del profilo del direttore, con il suo assorbimento nella generica famiglia professionale dei servizi amministrativi dell’Area Funzionari: una misura – dicono dal Coordinamento - “non ha basi giuridiche, svilisce la dignità professionale e contraddice i principi di buona amministrazione”.
Ma non si stratta di una “semplice” protesta isolata, bensì di una ua mobilitazione sindacale che è già affiancata dal ricorso alla magistratura. Il 12 luglio scorso, presso il Tribunale del Lavoro di Napoli, è stato depositato il primo ricorso individuale da parte di un direttore attualmente in servizio per far in modo che ci fosse un accertamento del demansionamento di fatto subito. È il primo caso giudiziario nell’ambito di una vertenza nazionale che ha già portato alla dichiarazione dello stato di agitazione permanente.