Un quadro allarmante emerge dalla nuova indagine Doxa “Salute Mentale 2025”, diretta da Cristina Liverani e presentata in occasione del Festival Ro.Mens, in programma a Roma dal 1° al 7 ottobre. Lo studio, promosso dalla ASL Roma 2 con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale e il patrocinio della Rai, rivela come il disagio psicologico tra i giovani sia in costante crescita.
Uno dei fattori principali individuati è l’impatto dei social network, che accentuano l’insicurezza personale e alimentano la paura del giudizio. La pressione a mostrarsi perfetti, omologati e sempre felici sta contribuendo in modo diretto all’aumento del malessere tra i più giovani.
Aumentano stigma e paure: il disagio mentale fa ancora paura
I dati raccolti su un campione rappresentativo di mille persone tra i 18 e i 65 anni mostrano come, rispetto al 2022, siano cresciuti pregiudizi e timori verso chi soffre di disturbi mentali: il 72% li considera un pericolo per sé, il 55% per gli altri. Ancora peggio, cala la fiducia nella possibilità di cura (dal 66% al 60%) e il 36% dichiara che si vergognerebbe se si trovasse a convivere con una patologia mentale.
I giovani e l’identità online: specchi deformanti
Nella fascia 18-34 anni, i social — in particolare Instagram — occupano un ruolo centrale: l’84% lo usa ogni giorno, e il 65% più volte al giorno. Il 53% dichiara che il proprio benessere mentale è condizionato dalla necessità di apparire sempre al meglio, mentre quasi la metà (49%) teme di essere giudicata per ciò che è veramente. Un giovane su quattro si è sentito insicuro del proprio corpo dopo aver visto contenuti online.