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Galleria d’arte moderna, venticinque nuove opere arricchiscono Gam 100

Galleria d’arte moderna, venticinque nuove opere arricchiscono Gam 100

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Dal 24 giugno la Galleria d’Arte Moderna rinnova il percorso della mostra GAM 100. Un secolo di Galleria Comunale 1925-2025, in corso in via Crispi fino all’11 ottobre 2026. L’allestimento si amplia con venticinque nuove opere tra dipinti e sculture, in parte sostitutive e in parte aggiuntive, per valorizzare i depositi del museo e offrire nuove chiavi di lettura sulla storia della collezione capitolina.

Un allestimento che si rinnova

Il progetto, che già riunisce oltre 120 opere, affianca ai lavori di Balla, Casorati e Sironi nuove presenze come De Nittis, Mafai e Severini, insieme a figure meno note ma essenziali per tracciare l’evoluzione delle raccolte. L’obiettivo è far emergere la complessità di un secolo di acquisizioni legate alle politiche culturali cittadine.

Le nuove opere in mostra

Nella sezione sulle prime acquisizioni e sulle avanguardie trovano posto i dipinti entrati nelle collezioni comunali tra fine Ottocento e inizio Novecento: Giuseppe De Nittis con Paesaggio invernale (1867-74), Alessandro Pigna con Frigidarium (1882) e Augusto Bompiani con Figura pompeiana (1901). Arrivano anche opere legate alle Biennali romane e alle Quadriennali, tra cui L’angelo dei crisantemi di Giuseppe Carosi (1921), Ragazzo che si tuffa di Lorenzo Lorenzetti (1930-31) dalla prima Quadriennale, Giovani in riva al mare di Franco Gentilini (1934) e L’angelo rapitore di Gino Severini (1933-35). In dialogo con il Secondo Futurismo compaiono quattro ceramiche dipinte di Nandù.

Dalla soppressione alla rinascita

Il periodo tra la soppressione del 1938 e la riapertura al Museo di Roma a Palazzo Braschi è raccontato con orientamenti diversi: Demolizione di via Giulia di Mario Mafai (1936), i dipinti di Umberto Bottazzi (Scena di vita romana / Fontana delle tartarughe, 1930) e Nino Caffè (Famiglia del circo, 1938-39), insieme alla scultura Madonna di Ada Salvadori (1955). Debuttano alla Galleria due opere mai esposte prima: Agitazione (1916) di Onorato Carlandi e Cantiere con figure (1925-1940) di Maria Immacolata Zaffuto.

Dagli anni Sessanta a oggi

La sezione sulla riapertura del 1963 al Palazzo delle Esposizioni e sugli sviluppi successivi accoglie i paesaggi di Pompeo Fabri, Villa Borghese (1915) e Sul Monte Parioli (1919), Marina di Pippo Rizzo (1930-34), la scultura Acrobate di Nicola Rubino (1950-57) e i dipinti astratti di Luigi Montanarini (Pittura astratta, 1955-57) e Primo Conti (La donna del mare, 1969). Spazio anche al movimento dei “tavolettisti”, con Domenica di Maria Cortini Viviani (1960-63) e Villa Borghese di Arrigo Taggi (1955-60). Rientrano invece nei depositi, tra gli altri, lavori di Giulio Aristide Sartorio, Onorato Carlandi, Adolfo De Carolis, Pompeo Fabri, Ferruccio Ferrazzi, Carlo Socrate, Gino Severini, Emanuele Cavalli, Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Luigi Trifoglio, Manzù, Nicola Rubino, Marcello Avenali ed Emilio Greco.

Informazioni e promotori

La mostra è curata da Ilaria Miarelli Mariani e Arianna Angelelli con Paola Lagonigro, Ilaria Arcangeli, Antonio Ferrara e Vanda Lisanti. L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.