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Allarme furti a Viterbo, l'appello di Romoli ai cittadini: "Aiutiamo le nostre forze dell’ordine" - VIDEO

Allarme furti a Viterbo, l'appello di Romoli ai cittadini: "Aiutiamo le nostre forze dell’ordine" - VIDEO

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Allarme furti a Viterbo, l'appello di Romoli ai cittadini: "Aiutiamo le nostre forze dell’ordine"

Ospite in collegamento: Gaetano Alaimo, direttore di "New Tuscia"

Al centro del Comitato provinciale per l’ordine e sicurezza pubblica, svoltosi in Prefettura a Viterbo, c’è stata l’analisi puntuale dei fenomeni predatori, in particolare dei furti in abitazione, che stanno interessando alcuni comuni della Tuscia.

Il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, ha ribadito la totale vicinanza delle istituzioni ai territori colpiti e ha elogiato il dispositivo di sicurezza messo in campo: “L’attenzione su questi episodi è massima. Ringrazio S.E. il Prefetto per la sensibilità dimostrata e tutte le forze dell’ordine per lo sforzo straordinario nel presidiare il territorio. Un grazie va anche ai sindaci e alle amministrazioni comunali, per la collaborazione costante e il raccordo quotidiano con le autorità”.

L'appello ai cittadini

Romoli ha poi voluto lanciare un messaggio chiaro alla cittadinanza sulle pratiche di solidarietà stradale che rischiano di danneggiare le indagini: “Non dobbiamo dare scampo a questi delinquenti. Non lasciamoli vivere tranquilli. Per questo rivolgo un appello: aiutiamo le nostre forze dell’ordine, non ostacoliamole involontariamente. La pratica di segnalare i posti di controllo sui social o con i fari va interrotta".

"Quando lo fate, state potenzialmente aiutando una banda di ladri a evitare l’arresto subito dopo un colpo. Il controllo di vicinato sia uno strumento per segnalazioni qualificate alle autorità, non un assist alla criminalità”.

Come difendersi dallo “spoofing” telefonico

Le tecniche dei truffatori, soprattutto nella moderna epoca digitale, sono in costante evoluzione per carpire, in modo sempre più subdolo, la fiducia delle vittime e ottenere il massimo profitto. Tra queste, lo spoofing” telefonico rappresenta una forma di raggiro informatico con cui i criminali falsificano la loro vera identità, alterando il numero di telefono visualizzato sul display del destinatario.

L’obiettivo è, in sintesi, di far apparire sul dispositivo della vittima un numero del chiamante che ispiri immediata fiducia, come quello del proprio istituto bancario, di un reparto delle Forze dell’Ordine o di un’altra importante istituzione pubblica.

Questa tecnica è quasi sempre abbinata al cosiddetto “social engineering“, ovvero alla manipolazione psicologica: i truffatori, infatti, agiscono direttamente sugli aspetti emotivi delle persone, sfruttando spesso timori e paure, per indurre le vittime a compiere azioni impulsive.

L’Arma dei Carabinieri è costantemente impegnata nella protezione dei cittadini contro ogni tipo di truffa, promuovendo campagne di sensibilizzazione e mettendo a disposizione una sezione informativa sul proprio sito istituzionale, www.carabinieri.it, con consigli pratici e dettagliati al link www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/consigli/pillole-di-prevenzione/contro-le-truffe.

Nessun appartenente all’Arma chiederà mai di eseguire operazioni bancarie a scopo di indagine. Per ogni minimo sospetto di essere vittima di spoofing, non bisogna esitare a contattare il 112 o a recarsi presso la Stazione Carabinieri più vicina per ricevere assistenza e supporto diretto.

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