I numeri più recenti sui furti in abitazione delineano un quadro che richiede attenzione nel Viterbese, in una cornice regionale complessa. L’analisi dell’osservatorio Censis-Verisure, realizzata con il Servizio analisi criminale del Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, colloca infatti il Lazio in coda alla classifica nazionale dell’indice di sicurezza domestica.
Il quadro a Viterbo
Nella provincia di Viterbo nel 2024 sono stati denunciati 886 furti in casa, pari a un tasso di 28,8 episodi ogni 10mila abitanti. Il valore coincide con la media regionale del Lazio e resta superiore al dato nazionale, fermo a 26,4. La pressione della microcriminalità continua dunque a farsi sentire sul territorio della Tuscia, dove la protezione delle abitazioni resta una priorità per le famiglie.
Il Lazio tra calo dei furti e primato delle rapine
Nel 2024 in Lazio si contano 16.464 furti in abitazione, con una diminuzione del 3,5% rispetto all’anno precedente. Diverso il quadro delle rapine in casa, che totalizzano 304 casi e un’incidenza di 5,3 episodi ogni 100mila abitanti: un livello che porta la regione al primo posto in Italia per questo reato, segnalando una particolare pericolosità delle intrusioni quando i residenti sono presenti.
Le differenze provinciali
La Città metropolitana di Roma guida per numero assoluto con 8.699 furti, pari al 76,1% del totale regionale, e primeggia anche tra i capoluoghi per incidenza con 31,7 episodi ogni 10mila abitanti. A Latina nel 2024 si registrano 1.564 furti e un tasso di 27,6 ogni 10mila abitanti, con una flessione del 16,4% nei primi mesi del 2025. In Frosinone i 498 furti denunciati nel primo semestre 2026 segnano un incremento del 7,1%, in controtendenza rispetto al calo regionale. Rieti si conferma l’area più sicura con 352 episodi nel 2024 e un’incidenza di circa 22 ogni 10mila abitanti.
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L’indice di sicurezza domestica
Nel 2025 l’osservatorio Censis-Verisure ha posizionato il Lazio al 20° posto dell’indice regionale di sicurezza domestica, corrispondente all’ultima posizione nazionale. L’indicatore integra i reati denunciati con la sicurezza percepita, le caratteristiche dei contesti residenziali e l’efficacia delle infrastrutture di protezione, fisiche e informatiche, restituendo un quadro complessivo della vulnerabilità delle abitazioni.