Italiani e cattive abitudini, il conto è salato: un miliardo di spese per la sanità
Ospite in collegamento: Lorenzo Traversetti, biologo e nutrizionistaÈ di circa un miliardo la spesa della sanità pubblica per le nostre cattive abitudini: mangiamo male, non pratichiamo sport regolarmente, fumiamo. E se già la nostra sanità pubblica non se la passa proprio bene, c'è da dire che anche noi non aiutiamo il sistema. L'Osservatorio sull'economia della salute pubblica ha detto chiaramente che per gli stili di vita "gli italiani sono bocciati".
Cominciamo dall'alimentazione: ogni italiano consuma 32 kg di zucchero all’anno e questo in primis contribuisce all'aumento del carico di malattie croniche in Italia. Il 35% degli italiani è in sovrappeso, il 12% è obeso. Senza considerare poi l'impatto delle cosiddette diete fai da te: in troppi si affidano a programmi scaricati da internet che non tengono conto della peculiarità di ogni persona dal punto di vista organico (altezza, peso, eventuali allergie o intolleranze).
C'è poi lo sport: il 40% degli italiani non svolge attività fisica “aumentando - spiegano gli esperti - il rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, obesità, e altre patologie come il cancro al colon, l’ipertensione, l’osteoporosi, la depressione e l’ansia". Se solo una persona su 100 iniziasse a praticare almeno 150 minuti di sport moderato a settimana, si risparmierebbero 223 milioni di euro all’anno.
Il 19% degli italiani fuma: cure per oltre 700 milioni di euro
Il vizio peggiore è senz'altro il fumo: In Italia questa cattiva abitudine continua a rappresentare una delle principali sfide per la salute pubblica, con una percentuale di fumatori pari a oltre il 19%, stabile da un decennio. "In questo contesto - ricordano gli esperti - se metà dei fumatori italiani modificasse le proprie abitudini optando per prodotti alternativi senza combustione, si potrebbero ottenere risparmi significativi per il Servizio sanitario nazionale, che potrebbero superare i 700 milioni di euro all'anno".