Ricerca nel Sito

Frosinone, primato negativo per gli stipendi più bassi (VIDEO)

Frosinone, primato negativo per gli stipendi più bassi (VIDEO)

STIPENDI CIOCIARIA NEL BARATRO

Frosinone ha il primato negativo per gli stipendi più bassi: la provincia è 102° su 107

Ospite in collegamento: Enrico Capuano, segretario generale della Cisl di Frosinone

È ancora un'Italia spaccata in due quella del 2025, oseremmo dire che ci ritroviamo a descrivere uno scenario tristemente conosciuto dai tempi dell'Unità. Da una parte il Nord, tecnologicamente ed economicamente più avanzato, dall'altra un Sud ancora fortemente svantaggiato sotto diversi punti di vista. A fornire dati più specifici è l'ultimo rapporto dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre che fa luce sulle profonde disparità salariali in Italia nel settore privato.

Nel Nord gli stipendi sono mediamente più alti del 50% (pari a 8.450 euro lordi annui) rispetto al Sud. E la nostra Regione? A quanto pare il Lazio si posiziona in una situazione intermedia: la retribuzione media lorda mensile nella regione è di 1.859 euro, superiore alla media del Mezzogiorno ma inferiore rispetto alle aree settentrionali.

Le disparità retributive all'interno del Lazio: Ciociaria la più svantaggiata

L'aspetto più interessante è però che le disparità più evidenti sarebbero proprio all'interno del Lazio: i divari retributivi tra Roma e le altre province rimangono significativi e mettono in evidenza differenze che rispecchiano lo stato del tessuto economico e produttivo regionale.

Nel 2023 la provincia di Frosinone ha fatto registrare una retribuzione media di 1.564 euro (con un timido +3,6% rispetto al 2022). Qui il rallentamento della filiera automobilistica (pensiamo alla crisi di Stellantis) incide fortemente sull’economia locale, già in difficoltà. Fanno ancora peggio Rieti, dove lo stipendio medio è di 1.422 euro, tra i più bassi del Centro Italia, e Viterbo che con 1.365 euro è ultima tra le province laziali. È evidente che la carenza di grandi poli industriali, la prevalenza di piccole attività a bassa intensità tecnologica e un'economia fortemente basata sull’agricoltura e sulle piccole imprese artigianali, limita le possibilità di crescita retributiva.