Frosinone, medico della Asl nella bufera per "visite in nero": maxi sequestro da 65mila euro
Ospite in collegamento: Angela Nicoletti, "Frosinone News"È un nuovo filone investigativo a scuotere la sanità ciociara: i Carabinieri del NAS di Latina hanno infatti eseguito un sequestro preventivo per equivalente, del valore di oltre 65 mila euro, nei confronti di un medico dipendente a tempo indeterminato della ASL di Frosinone. Il provvedimento è stato disposto dal G.I.P. del Tribunale di Frosinone su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito della strategia operativa “Liste di Attesa” avviata dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il professionista avrebbe incassato in contanti i pagamenti delle visite effettuate in regime di libera professione intramuraria, sottraendo così i proventi ai canali ufficiali dell’Azienda Sanitaria e alle relative trattenute obbligatorie.
Una condotta che, sempre secondo le indagini, gli avrebbe consentito anche di continuare a percepire le indennità legate al regime di esclusività, il vincolo che impedisce ai medici del Servizio Sanitario Nazionale di svolgere attività privata al di fuori delle strutture autorizzate. Il profitto ritenuto illecito ammonta a 65.006,57 euro, somma oggi sottoposta a sequestro.
La vicenda riaccende i riflettori sul tema delle visite specialistiche e sulle criticità legate alla libera professione intramoenia, un ambito da tempo monitorato dai NAS per contrastare il fenomeno delle cosiddette “visite in nero”.
IN QUESTA PUNTATA PARLIAMO ANCHE DELL'ESCLUSIVA DI ANGELA NICOLETTI: "Aiutateci a salvare nostro figlio": chiamano la Polizia perché l'assistenza non arriva
“A Natale niente risse, solo pace”: Cassino tappezzata dagli adesivi che conquistano tutti
Prima sono comparsi in centro, poi lungo Corso della Repubblica, poi vicino alla stazione. Adesso si trovano quasi ovunque: gli adesivi con la frase “A Natale niente risse, solo pace” sono diventati il tormentone gentile del dicembre cassinate.
Il gesto, compiuto da mano ignota, ha scatenato una vera e propria caccia al paciere. “È stato un commerciante”, dice qualcuno. “No, un gruppo di ragazzi”, giura un altro. “Secondo me è un genitore esasperato”, ironizza un barista.
Ciò che conta è che l’idea, così semplice e così disarmante, ha colpito nel segno: ricordare, soprattutto ai giovani che affollano il centro nelle serate festive, che non serve trasformare ogni uscita in un ring. La città ha vissuto mesi complicati, con episodi di violenza che hanno lasciato strascichi e preoccupazione.
E allora sì, ben venga un messaggio che torna a parlare di educazione, convivenza, rispetto reciproco.