Frosinone, maxi rissa allo Scalo: due gruppi si fronteggiano con armi e bottiglie rotte
Ospite in collegamento: Cristina Lucarelli, "Frosinone News"È di due arresti e altrettanti feriti, portati al pronto soccorso dello “Spaziani”, il bilancio della violenta rissa scoppiata ieri sera, intorno alle 21.30, nell’area della stazione ferroviaria di Frosinone, tra via Don Minzoni e lo Scalo. A fronteggiarsi, secondo quanto ricostruito, alcuni cittadini stranieri armati di coltelli e oggetti da taglio, verosimilmente bottiglie rotte. Un confronto degenerato in pochi istanti, che ha lasciato a terra due uomini, di 27 e 28 anni, con ferite evidenti al volto e agli arti.
A lanciare l’allarme sono stati alcuni passanti che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Sul posto è arrivata in pochi minuti la volante della Questura, agli ordini del dirigente dott. Gianluca Di Trocchio. All’arrivo degli agenti, tuttavia, la maggior parte dei protagonisti si era già dileguata nelle vie adiacenti. Solo i due feriti, visibilmente provati e ancora con tracce di colluttazione, sono stati individuati e bloccati.
I sanitari del 118 li hanno trasportati d’urgenza al pronto soccorso, dove sono stati medicati e sottoposti agli accertamenti del caso. Una volta ricevute le prime cure, i due sono stati dichiarati in arresto per il reato di rissa aggravata e trasferiti in carcere, in attesa dell’udienza di convalida che potrebbe svolgersi già nella giornata di oggi. Le telecamere di video sorveglianza saranno fondamentali per individuare gli altri partecipanti alla rissa.
Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza tra stranieri nell’area dello Scalo, zona che negli ultimi mesi ha registrato un incremento di interventi per aggressioni e liti. Una situazione che continua a destare preoccupazione tra residenti e pendolari, pur trovando una risposta immediata nella costante attività di controllo e prevenzione assicurata dalle forze dell’ordine.
Esplosione a Piedimonte S. Germano, bomba carta nell’androne di un palazzo popolare
Una violenta deflagrazione si è verificata lo scorso 30 novembre nella zona delle case popolari di Piedimonte San Germano, in viale Tiziano. Una bomba carta è stata fatta esplodere all’interno dell’androne di un palazzo, causando il danneggiamento del portone d’ingresso e di alcune parti interne della struttura.
Non risultano, al momento, persone ferite. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato le prime verifiche. In un primo momento si era ipotizzato che si trattasse di un potente petardo, ma l’entità dei danni ha fatto rapidamente propendere per l’utilizzo di un ordigno rudimentale. Le forze dell’ordine stanno ora raccogliendo elementi utili per ricostruire la dinamica dell’accaduto e individuare i responsabili.
Frosinone di misura, ma di sostanza: dopo Reggio Emilia è lecito sognare
Il Frosinone espugna il “Mapei” con un successo che pesa come un macigno e racconta più di quanto dica il semplice 0-1. Una partita sporca, intensa, spesso ingabbiata nei duelli e nella prudenza tattica, ma che i giallazzurri hanno saputo interpretare con lucidità nei momenti chiave, mostrando ancora una volta una solidità ormai marchio di fabbrica della gestione Alvini.
La gara vive a lungo sull’equilibrio: pochi spazi, tante seconde palle e un ritmo che cresce soprattutto nella ripresa. In un primo tempo in cui le occasioni latitano, è la fase difensiva del Frosinone a reggere l’urto.
Palmisani resta fuori dalle grandi parate, ma deve tenere alta la soglia d’attenzione, soprattutto quando la Reggiana prova a spingere nel finale. Davanti a lui il terzetto difensivo mantiene le linee compatte: Calvani e Monterisi badano al sodo, quest’ultimo rischiando più volte il cartellino ma senza perdere controllo, mentre Marchizza – al rientro – offre calma e postura impeccabile nelle letture, prima di lasciare il campo negli ultimi minuti.
Sulle corsie la gara è più complessa: A. Oyono soffre un avvio complicato e Alvini decide di sostituirlo prima dell’intervallo per evitare guai. J. Oyono entra con ordine, senza strafare ma portando equilibrio. Sul lato opposto, Kvernadze lavora a tutto campo, sacrificandosi molto in ripiegamento e restando comunque uno dei più vivaci nella metà campo offensiva.
La chiave del match passa però dal centro. Calò detta il ritmo con precisione, alternando gestione e verticalizzazioni: è suo il tocco col contagiri che apre la strada al gol decisivo. Quel gol porta, ancora una volta, la firma di Koutsoupias: un inserimento perfetto, un tocco d’esterno elegante e un tempismo che spacca una gara rimasta fino ad allora bloccata. Un gesto tecnico che fotografa il momento di un giocatore sempre più determinante.
Accanto a loro Cichella offre ordine e continuità nella manovra, mentre Ghedjemis fatica sia a raccordare davanti sia a proteggere dietro, lasciando qualche spazio di troppo alle iniziative avversarie. In avanti Zilli vive una partita da battaglia, prezioso soprattutto nelle sponde, mentre Corrado, Raimondo, Vergani e Cittadini entrano nel finale per gestire energie e risultato.
La vittoria, però, porta impressa anche la firma di Alvini. La sua squadra mostra pazienza, capacità di leggere la partita e una maturità che non è mai banale in un campionato così equilibrato. Non spettacolare, forse. Ma solida, continua e sempre più consapevole. E una striscia di imbattibilità così lunga non nasce per caso.