Usb Vigili del Fuoco accende i riflettori sulla situazione del Comando di Frosinone, segnalando un quadro di carenza di personale che, secondo il sindacato, sta incidendo sull’efficienza del soccorso tecnico urgente. Nel mirino finisce in particolare il distaccamento operativo di Cassino, dove si registrerebbe da giorni un progressivo depotenziamento.
Il quadro nel frusinate
Per l’organizzazione sindacale, le difficoltà del presidio cassinate si inseriscono in uno scenario più ampio che interessa l’intero comando provinciale. “Il personale è ormai ridotto all'osso – denuncia l'USB – ed è costretto a operare in condizioni che non rispettano pienamente quanto previsto dal regolamento di servizio”. Pur riconoscendo che il fenomeno è diffuso a livello nazionale, l’Usb respinge l’idea di affrontare le criticità scaricandone gli effetti sugli operatori. “Non ci stiamo a subire passivamente gli effetti di una gestione che riteniamo figlia di scelte politiche sbagliate. Non possiamo accettare che a pagare siano i lavoratori e, soprattutto, i cittadini”.
Il sindacato richiama inoltre le specificità del territorio ciociaro e la necessità che vengano considerate nelle scelte organizzative. “Chi decide da Roma – sostiene il sindacato – spesso non conosce la complessità della nostra realtà, la conformazione idrogeologica della provincia, la presenza di numerosi impianti industriali soggetti alla normativa Seveso, né il peso che ogni estate assumono gli incendi boschivi, con conseguenze pesanti sul dispositivo di soccorso e sullo stesso personale operativo”.
Norme, organici e sicurezza operativa
L’Usb apprezza lo sforzo della dirigenza locale nel garantire il servizio con le risorse disponibili, ma ribadisce che la mancanza di organico non può tradursi in deroghe alle norme di sicurezza. “Le criticità di personale – afferma il sindacato – non sono imputabili ai vigili del fuoco in servizio, ma derivano da responsabilità di natura gestionale, amministrativa e politica. Il rispetto delle disposizioni previste dal D.P.R. 64 del 2012 deve rimanere un punto fermo”. Secondo il sindacato, anche i verbali delle precedenti riunioni con l’amministrazione descriverebbero un assetto organizzativo in sofferenza, con possibili ripercussioni sulla continuità del servizio e sul carico operativo delle squadre.
Ceprano e l’appello alle istituzioni
Dubbi anche sul progetto di una nuova sede a Ceprano, presentato nei mesi scorsi alla presenza del sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco. “Una nuova sede, se non accompagnata da un adeguato incremento degli organici, non risolverà i problemi. Il rischio è quello di abbassare ulteriormente i livelli di sicurezza sia per il personale sia per i cittadini”.
L’Usb si rivolge quindi ai sindaci dell’area sud del Frusinate, sollecitando una presa di posizione verso Prefettura e Ministero dell’Interno. “I sindaci del territorio e i rappresentanti istituzionali sono consapevoli di cosa significhi ridurre il dispositivo di soccorso nella provincia di Frosinone e, in particolare, nell'area di Cassino? È il momento di far sentire la propria voce nei confronti della Prefettura e del Ministero dell'Interno”. Con l’avvio imminente della campagna antincendio boschivo (AIB), l’Usb avverte che la pressione operativa crescerà ulteriormente: “Le criticità sono destinate ad aggravarsi. È questo il momento di intervenire. Se non ora, quando? Noi dell'USB Vigili del Fuoco siamo pronti a fare la nostra parte”.