Decine di carcasse di pesci sono state trovate nelle scorse ore alla foce del fiume Arrone a Fregene, nella zona del Villaggio dei Pescatori. Una moria, soprattutto di carpe e cefali, anomala che ha fatto partire le indagini per riuscire a capire le cause che hanno ucciso gli esemplari.
Fregene, moria di pesci alla foce dell'Arrone: allarme per l'acqua troppo calda
La Capitaneria di Porto ha prelevato dei campioni che verranno analizzati. Saranno gli esami sulle carcasse a dire se la moria possa essere dovuta a inquinanti presenti nell'acqua, ma al momento l'ipotesi più attendibile sembra essere quella legata al caldo torrido che non dà tregua.
Gli esemplari potrebbero essere morti per anossia, cioè per mancanza di ossigeno nell'acqua. Sono stati effettuati dei sopralluoghi in altri punti ma dai primi riscontri non sembrerebbero esserci altri casi, tranne quello registrato nel tratto finale dell'Arrone e quello scoperto nei giorni scorsi in un canale di bonifica a Fiumicino.
Anbi: "Il Mediterraneo si sta scaldando"
A lanciare l'allarme caldo per la tutela degli abitanti del mare, soprattutto per le tartarighe Caretta Caretta, è l'Anbi-Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue. Secondo l'associazione "il mar Mediterraneo si sta scaldando, spingendo le tartarughe Caretta Caretta a cercare spiagge sempre più a Nord, dove poter nidificare: una nuova conferma arriva dal litorale della Toscana, dove sono stati scoperti nuovi nidi lungo la costa apuoversiliese, a Forte dei Marmi, a Montignoso ed a Poveromo".
Temperatura mari in aumento
L'Osservatorio Anbi sulle Risorse Idriche rende noto che, secondo il Consorzio Lamma (Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale), la temperatura superficiale dei mari, che circondano l'Italia, va da 28 a 30 gradi con i massimi nel Tirreno meridionale, nello Jonio e nell'Adriatico. Al 15 luglio i valori erano superiori fino a 6 gradi sulla media di riferimento del periodo 1982-2011.
"Le tartarughe marine dipendono dall'ambiente terrestre per la deposizione e l'incubazione delle proprie uova, ma sono anche ottimi bioindicatori ambientali, perché la loro salute è direttamente correlata a quella delle acque in cui vivono" spiega l'Associazione.