Emergenza idrica a Fontana Liri, in provincia di Frosinone, dove una donna con disabilità è rimasta senza acqua da oltre 48 ore. La residente vive sola in una villetta alla periferia del comune, in un’area già interessata da bassa pressione e interruzioni frequenti della rete. La cisterna privata dell’abitazione si è svuotata e, nonostante le segnalazioni al gestore Acea Ato 5, non risulta al momento un rifornimento straordinario attivato. Le temperature elevate stanno aggravando la condizione di fragilità della donna.
Area periferica e rete sotto stress
La zona è da tempo segnalata per disservizi nell’approvvigionamento idrico. In questa occasione, l’assenza d’acqua si è protratta fino a trasformarsi in un’urgenza sanitaria, considerata la necessità quotidiana di disporre di acqua per igiene personale, preparazione dei pasti e cura della casa. La mancanza di rifornimenti dedicate ha reso necessario un intervento immediato sul posto.
L’intervento del Comune
Per fronteggiare l’emergenza, il sindaco di Fontana Liri è intervenuto personalmente, facendo recapitare alcune taniche d’acqua alla residente, come già accaduto in casi analoghi nei mesi scorsi. La misura ha carattere temporaneo: tre taniche da 25 litri hanno permesso di superare la fase più critica, ma non risolvono le cause del disservizio né garantiscono continuità all’utenza.
Le difficoltà delle persone fragili
Chi segue la vicenda richiama i limiti pratici di questa soluzione. "Taniche troppo pesanti per chi ha una disabilità". A pieno carico pesano circa 25 chilogrammi ciascuna e risultano difficili da sollevare e spostare, impedendo una gestione autonoma delle necessità quotidiane. Secondo le segnalazioni, disservizi simili si ripeterebbero in quell’area da mesi, con ricadute più severe su anziani, persone sole e con disabilità.
L’appello al gestore e alle istituzioni
Viene richiesto un intervento urgente di Acea Ato 5 e degli enti competenti per ripristinare l’erogazione ordinaria o garantire un rifornimento con autobotte. L’obiettivo è evitare che il disagio evolva in un problema sanitario, soprattutto con il caldo intenso. Il caso, segnalano i residenti, riaccende i riflettori su criticità che interesserebbero più aree del territorio comunale, con impatto marcato sulle fasce più fragili.