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Fondazione Enasarco, Roma Capitale ha rogitato prima tranche di 336 alloggi destinati all’emergenza abitativa

Fondazione Enasarco, Roma Capitale ha rogitato prima tranche di 336 alloggi destinati all’emergenza abitativa

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Un’operazione tanto attesa: è stata presentata l’operazione di acquisto da parte di Roma Capitale odi oltre mille alloggi Enasarco da trasformare in case popolari. “È una decisione storica che comporta un impegno finanziario straordinario pari a circa 250 milioni di euro e che segna un cambio di passo concreto nelle politiche abitative di Roma”.

Oltre mille nuovi alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica sono stati acquisti da Roma Capitale. Questa mattina in Campidoglio è stato fatto il punto sull'operazione che vede l'acquisto di 1040 appartamenti destinati all'emergenza abitativa.

1040 appartamenti saranno destinati all’emergenza abitativa a Roma

Vediamo nel dettaglio: questa mattina, 30 dicembre, è stato sottoscritto il rogito notarile di compravendita per una prima tranche di 336 alloggi da destinare all’Edilizia Residenziale Pubblica di Roma Capitale. Questa prima parte verrà poi completata con l’acquisto ufficialmente nel corso del 2026 di altri 702 alloggi, operazione che sarà nuovamente verificata dall’Agenzia del Demanio. Si arriverà, così, ad acquistare 1040 nuove case da destinare alle graduatorie di Edilizia Residenziale Pubblica di Roma Capitale.

L’atto di oggi, firmato dal Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio e Politiche abitative e da Fondazione Enasarco, definisce quello che è un passo importante per Roma perché sancisce il definitivo trasferimento degli immobili al patrimonio pubblico che diventano, quindi, immediatamente disponibili per l’assegnazione tramite graduatoria, per un valore complessivo di circa 53 milioni di euro.

In via prioritaria, come spiegato durante la conferenza stampa, gli alloggi che sono stati acquistati andranno gli aventi diritto in graduatoria delle case popolari, “fatto salvo quanto emergerà dalle richieste del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e dalla cabina di regia della Prefettura di Roma”. E poi, non da ultimo, è stata introdotta la valutazione di impatto sociale nei contesti condominiali o residenziali misti in cui la quota di alloggi popolari supera il 15% del totale.

Una quota di case saranno, poi, “da assegnare tramite bandi speciali, riservati a nuclei già presenti in graduatoria e a donne vittime di violenza e/o con figli minori, con l’obiettivo di evitare concentrazioni di disagio sociale e favorire una distribuzione equilibrata delle assegnazioni. Infine, saranno valutate forme di confronto preventivo con i residenti, iniziative d’accompagnamento sociali e tavoli di confronto con i Municipi e con i comitati degli inquilini” dice il Comune di Roma.

Con questa operazione acquistiamo oltre mille appartamenti da destinare alla graduatoria delle case popolari, con 336 alloggi già rogitati oggi e immediatamente assegnabili e gli altri che saranno acquisiti nei prossimi mesi. Raggiungiamo così, in anticipo, l’obiettivo di 1.500 alloggi che ci eravamo prefissati nel 2023 da acquistare entro il 2026. È un investimento strutturale che rafforza in modo duraturo il patrimonio pubblico e conferma la scelta di considerare il diritto alla casa una priorità dell’azione di governo della città. Ringrazio la Fondazione Enasarco, la presidente Patrizia De Luise e il direttore generale Antonio Buonfiglio per la collaborazione istituzionale e gli uffici del Dipartimento Patrimonio e Politiche abitative per il lavoro svolto”. Così il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

Con queste prime 336 case trasformiamo un impegno politico in patrimonio pubblico e diritti esigibili. Nei prossimi mesi rogiteremo il resto degli immobili, oltre 700. Roma compie un passo strutturale nella risposta alla crisi abitativa, rafforzando in modo significativo l’Edilizia Residenziale Pubblica e dando una prospettiva concreta a migliaia di famiglie che vivono una condizione di emergenza grave. Partiremo immediatamente con le assegnazioni dei primi alloggi già acquisiti, perché sono immobili in buone condizioni e questo ci consente di ridurre drasticamente i tempi di attesa. È un’operazione diffusa sull’intero territorio cittadino, pensata per ricucire la città e non per frammentarla: la nostra scelta è quella di evitare concentrazioni di disagio e di governare le assegnazioni con attenzione ai contesti, ai condomini esistenti e all’equilibrio sociale dei quartieri. La casa è un’infrastruttura sociale: senza, non c’è inclusione, non c’è sicurezza, non c’è città”. Le parole dell’Assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, Tobia Zevi.

Grazie agli uffici e a Enasarco abbiamo portato a termine, con questi primi immobili, un’operazione complessa, che rafforza il patrimonio pubblico e consente di dare una risposta concreta a migliaia di famiglie in attesa di una casa. Gli alloggi sono in buone condizioni e questo ci permette di procedere con le assegnazioni in tempi rapidi, ma con la necessaria attenzione. Comprendiamo le preoccupazioni per i condomini misti e per questo adotteremo un metodo rigoroso: valutazioni di impatto sociale prima di ogni assegnazione e monitoraggio costante dell’inserimento dei nuclei. La povertà non è una colpa: queste case rispondono alla graduatoria dell’Edilizia Residenziale Pubblica e saranno accompagnate da interventi sociali e bandi speciali per garantire integrazione, equilibrio e coesione nei quartieri”. Queste le parole di Yuri Trombetti, Presidente della Commissione Patrimonio e Politiche abitative.