Intervento della guardia costiera al largo di Fiumicino, dove sono state recuperate e sequestrate circa 350 trappole per polpi posizionate in zone vietate. Le attrezzature, costituite da filati con tubolari, sono state rinvenute in aree interdette e considerate potenzialmente pericolose per la sicurezza della navigazione. Per i responsabili sono scattate le previste sanzioni amministrative.
Operazione in mare a Fiumicino
Le trappole erano state collocate in violazione della normativa sulla pesca e lungo rotte di transito, creando un rischio per le unità in movimento. Gli accertamenti del personale della guardia costiera hanno portato al sequestro delle attrezzature e alla contestazione delle infrazioni, con un’azione mirata a ristabilire condizioni regolari nell’area marittima del litorale romano.
Recupero delle attrezzature e sicurezza
Le operazioni di recupero e salpamento sono risultate particolarmente complesse e sono state rese possibili dal supporto del rimorchiatore Millennium della Semarpo, intervenuto su disposizione dell’autorità marittima. L’impiego del mezzo ha consentito di lavorare in condizioni di sicurezza e di rimuovere i numerosi dispositivi illecitamente posizionati, riportando il settore interessato a livelli adeguati di tutela per la navigazione.
Ulteriori irregolarità riscontrate
Nell’ambito del medesimo servizio, i controlli hanno fatto emergere altre violazioni a carico di tre unità dedite alla piccola pesca. Sono stati rilevati casi di imbarco non autorizzato di personale marittimo e l’assenza ingiustificata di membri dell’equipaggio, con conseguente adozione dei provvedimenti sanzionatori previsti.
Il richiamo della guardia costiera
Dalla guardia costiera sottolineano l’impegno costante nel contrasto alla pesca illegale, nella protezione delle risorse ittiche e nella salvaguardia della sicurezza della navigazione, a tutela degli operatori che lavorano nel rispetto delle regole. Resta centrale il messaggio sull’importanza dei controlli e sul ripristino della legalità in mare: "Il recupero delle circa 350 trappole rappresenta, in questo senso, un intervento di particolare rilievo: oltre a ripristinare la regolarità nell’area interessata, ha consentito di eliminare una situazione di potenziale pericolo legata alla presenza di attrezzature da pesca collocate abusivamente lungo le rotte di navigazione e nelle adiacenze dei punti di fonda".