Fiumicino Jazz Festival 2026 torna al Museo del Saxofono dal 4 al 6 settembre con tre serate a ingresso gratuito, senza prenotazione e fino a esaurimento posti. La quinta edizione sceglie come filo rosso “1926 Echoes”, un omaggio al centenario di quattro protagonisti del Novecento: John Coltrane, Miles Davis, Franco Cerri e Ninì Rosso. «Le ricorrenze celebrano il passato. La musica continua invece a costruire il futuro». La rassegna, diretta artisticamente da Attilio Berni, ha già vissuto un’anteprima il 30 agosto e ora entra nel vivo con il programma principale.
Un’apertura nel segno di John Coltrane
Giovedì 4 settembre alle 21 si alza il sipario con il sassofonista statunitense Michael Rosen e il progetto “The Spiritual Voice”, un tributo al rivoluzionario del jazz moderno John Coltrane. L’artista, riconosciuto a livello internazionale, propone una rilettura intensa e personale del repertorio, frutto di anni di ricerca sul linguaggio improvvisativo e sulla visione artistica e umana del maestro.
Il racconto dell’Italia tra Franco Cerri e Ninì Rosso
Venerdì 5 settembre il palcoscenico ospita il Delogu Quartet con il trombettista Maurizio Oriente per “The Italian Sound”: un doppio omaggio a Franco Cerri, chitarrista simbolo del jazz italiano, e a Ninì Rosso, trombettista pop dalla formazione jazzistica. La serata attraversa sonorità eleganti e swinganti, mettendo in luce il timbro intensamente melodico che ha reso riconoscibile la loro musica nel panorama nazionale.
La chiusura: Miles Davis tra visione e modernità
Domenica 6 settembre il festival si conclude con “Kindred Modes – Omaggio a Miles Davis”, interpretato dal Patrizio Destriere Quartet, con il sassofonista Patrizio Destriere e il trombettista Nicola Tariello, protagonisti da anni sulla scena jazz europea. Il set ripercorre le molteplici fasi del linguaggio di Miles, tra sperimentazione e lirismo.
Ingresso e orari
Gli eventi sono a ingresso gratuito e senza prenotazione, fino a esaurimento posti, con ingresso consigliato entro le 21. Il Museo del Saxofono di Fiumicino si conferma così un polo di riferimento per il jazz nel Lazio, con una proposta che valorizza la memoria e guarda al futuro della scena musicale.