Quattro tentativi di truffe agli anziani sono stati bloccati tra San Giovanni Incarico e Falvaterra nella giornata di ieri, 3 luglio 2026. La prontezza delle potenziali vittime e l’allerta immediata alle vere Forze dell’Ordine hanno impedito ai malviventi di portare a termine i raggiri. L’Arma rinnova l’invito alla massima cautela ricordando: “I veri Carabinieri non chiedono mai denaro né effettuano perquisizioni annunciate telefonicamente”.
Allerta tra San Giovanni Incarico e Falvaterra
Il copione dei truffatori ha colpito in diversi punti dei due comuni del Frusinate, inclusa Piazza Umberto I a San Giovanni Incarico. In un caso, un uomo si è presentato al citofono qualificandosi come appartenente all’Arma; la residente non ha aperto e ha avvisato i Carabinieri. In altri tre episodi, tra cui quello che ha coinvolto un’anziana classe 1926, i contatti sono avvenuti per telefono con l’annuncio dell’arrivo di una pattuglia per presunte “perquisizioni” a domicilio. In tutti i casi la lucidità dei cittadini e il tempestivo supporto dei familiari hanno vanificato il piano criminale.
Il copione dei falsi operatori
I malviventi hanno sfruttato l’abuso della divisa, alternando chiamate preventive e visite al domicilio per generare timore e ottenere collaborazione. La risposta è stata opposta: porte chiuse, telefonate interrotte e contatti immediati con il 112, unico riferimento sicuro per la verifica di identità e interventi reali.
Le ricerche dell’Arma e l’appello alla prudenza
Ricevute le segnalazioni, sono intervenute le pattuglie del NORM (Nucleo Operativo Radiomobile) e della Stazione di Ceprano, che hanno avviato rapide perlustrazioni nella zona. I responsabili si sono però dileguati e non sono stati ancora individuati; le indagini proseguono senza sosta.
Dal Comando Provinciale di Frosinone arriva un monito chiaro: i Carabinieri non chiedono contanti o gioielli, non preannunciano telefonicamente perquisizioni e non invitano ad aprire la porta a sconosciuti. In caso di chiamate sospette, è corretto riagganciare e chiamare subito il 112 per ogni verifica. L’invito resta rivolto anche ai familiari: “Parlate costantemente con i vostri nonni e genitori anziani – spiegano dall’Arma – informandoli su queste tecniche. La collaborazione cittadina, come dimostrato in questi ultimi episodi, resta la nostra difesa più efficace”.