All’Aou Sant’Andrea di Roma, la Radiologia Interventistica diretta da Michele Rossi applica l’embolizzazione del fibroma uterino (Ufe), un approccio mini-invasivo che preserva l’integrità fisica della donna. La degenza media è di due giorni e il recupero è rapido, offrendo una valida risposta ai fibromi sintomatici che incidono sulla qualità della vita, tra ciclo mestruale alterato, dolori addominali, minzione frequente, stipsi, dolore nei rapporti e difficoltà nel portare avanti una gravidanza.
Un’alternativa alla chirurgia a Roma
“Si tratta di una efficace alternativa ad altri approcci della chirurgia tradizionale come l'isterectomia o la miomectomia - spiega il professore Michele Rossi, direttore della Radiologia Interventistica Aou Sant'Andrea - In Italia l'embolizzazione del fibroma uterino (mioma) viene eseguita da radiologi all'interno di reparti specializzati in radiologia vascolare e interventistica”.
Benefici clinici e tempi di recupero
“Innanzitutto la conservazione dell'utero (a differenza dell'isterectomia, l'organo non viene rimosso, preservando l'integrità fisica della donna); poi - osserva Rossi - la mini-invasività considerato che non ci sono tagli o accessi addominali e si opera in anestesia locale e non generale. Questo comporta un recupero rapido con una degenza ospedaliera breve; l'intervento dura mediamente 40 minuti e la paziente può essere dimessa dopo una notte di osservazione, riprendendo le attività normali in due o tre giorni”.
Come funziona la tecnica
La Ufe mira all’occlusione selettiva delle arterie che nutrono i miomi, raggiunte con un sottile catetere inserito dall’arteria femorale o radiale fino alle arterie uterine. Sotto controllo radiologico si rilasciano microscopiche particelle che bloccano il flusso verso il fibroma, con una riduzione progressiva del volume fino al 70% e la successiva cicatrizzazione. Il dolore pelvico immediatamente successivo viene gestito dagli anestesisti con terapia dedicata.
I risultati osservati e l’accesso alla procedura
'Circa il 90-95% delle pazienti ha risoluzione completa o un miglioramento significativo dei sintomi'
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All’interno dell’Aou Sant’Andrea di Roma i dati clinici confermano la solidità dell’approccio, in particolare sulla riduzione di dolore e sanguinamenti. L’accesso alla procedura avviene dopo una valutazione multidisciplinare tra ginecologo e radiologo, per definire l’indicazione in base alla posizione e alla dimensione dei fibromi, alla severità dei sintomi e alle preferenze delle pazienti.