Femminicidio a Civitavecchia, il compagno la uccide a coltellate. Un 54enne si è presentato nella caserma dei carabinieri, e ha confessato di essere l'autore dell'omicidio. La vittima trovata sull'androne delle scale.
Femminicidio a Civitavecchia, la confessione
Teodora Kamenova, una cittadina bulgara di 47 anni, è stata uccisa a coltellate dal compagno, Jose German Varela Luna, un cittadino venezuelano di 54 anni. È la sintesi di un femminicidio perpetrato a Civitavecchia. Varela Luna, intorno alle 14,15 di giovedì 15 maggio, si è presentato alla caserma dei carabinieri di zona. Dopo il delitto, ha confessato di aver ammazzato la compagna.
Fatali una serie di coltellate. Così, i militari si sono presentati in via Gorizia e sulle scale dell'androne, è stato trovato il corpo della vittima. Indagini in corso da parte del personale dell'Arma per capire il movente che ha portato l'uomo a uccidere la compagna convivente. Il delitto si è consumato al culmine di una lite.
Marco Piendibene, sindaco di Civitavecchia, ha così commentato: "Oggi la nostra comunità è stata colpita da una tragedia inaccettabile: una donna di 47 anni è stata brutalmente uccisa in un nuovo, un tremendo femminicidio. Siamo sconvolti, addolorati, indignati. Una vita spezzata dalla violenza, ancora una volta. Una ferita che si apre nel cuore della nostra città, e che ci obbliga a riflettere e a reagire. Non possiamo restare in silenzio - ha proseguito - ogni singolo femminicidio è una sconfitta per tutti. È il segno di un sistema che deve essere cambiato radicalmente, partendo dall’educazione, dalla cultura del rispetto, dalla prevenzione e da un sostegno reale alle donne in difficoltà. Civitavecchia non dimenticherà e si unisce nel dolore e chiede giustizia e verità. A nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza, esprimo grandissimo cordoglio e la più profonda vicinanza ai familiari e agli amici della vittima".
"Ancora una volta ci ritroviamo a piangere una donna, vittima dell'ennesimo, orribile femminicidio". Queste le parole di Marietta Tidei, consigliera regionale in quota Italia viva. "Una tragedia che si è consumata nel cuore della nostra città, a pochi passi dalla Cattedrale, dove una donna di 47 anni, di origine bulgara, è stata brutalmente uccisa con tre colpi al torace all'interno di una palazzina in via Gorizia. Non bastano le leggi, le pene più severe, le risorse investite: la violenza di genere continua a colpire, senza tregua, lasciando dietro di sé dolore, rabbia e un senso profondo di impotenza. Di fronte a questo nuovo orrore - ha insistito - non possiamo restare in silenzio. Esprimo il mio profondo cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia della vittima, ai suoi cari e a tutte le persone colpite da questa tragedia. Ogni femminicidio è una ferita inferta alla nostra comunità, un fallimento collettivo che ci impone di continuare a lottare, con più forza, con più determinazione, affinché nessuna donna debba più temere per la propria vita. La violenza sulle donne non è un fatto privato - ha concluso - è un'emergenza pubblica che chiama in causa ciascuno di noi. È il tempo della responsabilità, della cultura del rispetto, della prevenzione concreta. Non c'è più spazio per l'indifferenza".