Alla Farnesina è stata inaugurata la nuova mensa solidale con la scopertura di una targa in memoria di Suor Paola D’Auria, la religiosa recentemente scomparsa e impegnata per anni nell’assistenza ai più fragili. L’iniziativa si è svolta ieri sera all’interno del Ministero degli Esteri, dove per la prima volta un gruppo di persone in difficoltà è stato accolto per ricevere un pasto.
La mensa è stata voluta dal ministro Antonio Tajani e si ripeterà una volta al mese. L’obiettivo è offrire un supporto diretto a chi si trova in situazioni di bisogno, seguendo l’esempio di Suor Paola.
Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione della ditta Ladisa, che gestisce la mensa del ministero, con l’associazione “SoSpe - Solidarietà e Speranza” fondata da Suor Paola, la Caritas di Roma, le parrocchie della XIII Prefettura – settore nord della Diocesi di Roma e il cappellano di Regina Coeli, padre Vittorio Trani.
All’iniziativa hanno partecipato anche alcuni volontari e benefattori, tra cui rappresentanti dell’associazione consorti del personale del ministero. La targa resterà come segno di continuità tra il lavoro svolto da Suor Paola e le azioni che oggi provano a seguirne il percorso.
Chi era Suor Paola
Nata a Roccella Jonica, in provincia di Reggio Calabria, si era trasferita a Roma intorno ai vent’anni, dove ha costruito un percorso di vita che l’ha resa un punto di riferimento per molti. La sua presenza non era legata soltanto all’ambiente sportivo laziale, ma abbracciava anche realtà sociali che da tempo trovavano in lei un sostegno concreto.
Diventata popolare anche grazie alla sua partecipazione alla trasmissione televisiva Quelli che il calcio – condotta inizialmente da Fabio Fazio e successivamente da Simona Ventura – ha continuato a essere una figura riconoscibile e ascoltata. La sua vita si è conclusa nel convento delle Suore Scolastiche Francescane di Cristo Re, dove aveva scelto di vivere.
Attraverso l’associazione So.Spe., da lei fondata, ha promosso numerose iniziative solidali, rivolte in particolare a giovani, carcerati e persone in difficoltà. Tra i tanti episodi legati al mondo del calcio e i rapporti con i giocatori della Lazio, ha sempre mantenuto vivo l’impegno verso chi vive in condizioni di emarginazione, diventando una voce presente e attiva nel tessuto sociale romano.