Immaginate di finire in un vortice, dallo schema ben definito, di giudici, banche e professionisti da cui è difficile uscire e che porta verso quelli che comunemente conosciamo come fallimenti pilotati: fallimenti che hanno distrutto aziende, famiglie, persone. Non è un fenomeno locale, ma sin da subito si è sviluppato a livello nazionale e dopo anni di sollecitazioni da parte di ACMI, arriva la svolta che in molti attendevano.
Fallimenti pilotati. Parla Paolo Bolici
L’Associazione contro la malagiustizia italiana (ACMI), da anni, porta avanti una battaglia a difesa degli imprenditori che hanno vissuto e vivono situazioni legate a questi fallimenti pilotati, e non solo. La svolta arriva ora, con alcuni membri della commissione giustizia alla Camera dei deputati hanno avviato un’interrogazione parlamentare, ma c’è di più.
“Attualmente c’è stato un interessamento di alcuni membri della commissione giustizia alla Camera dei deputati, nello specifico dell’on. Gianluca Vinci e dell'on. Alessandro Palombi – ha dichiarato ai microfoni di Radio Roma Paolo Bolici, presidente di ACMI -. Visto e analizzato tutte le nostre istanze che abbiamo fatto e condividendole, hanno avviato un’interrogazione parlamentare che proseguirà con inchieste mirate su nostre segnalazioni. Quindi, avremo i casi di malagiustizia che hanno costretto le aziende a chiudere per fallimenti per gran parte pilotati oppure illegittimamente dichiarati, e ci saranno inchieste che adesso saranno a tutela di imprenditori che sono stati privati delle loro attività”.
Altra novità che riguarda i vuoti legislativi, ossia quei “vuoti”, quelle assenze di una normativa legislativa che regolamenti una specifica materia. “La commissione parlamentare presieduta dall’on. Zanettin ci ha chiesto di fare una relazione tecnica sui vuoti legislativi che consentono queste distruzioni delle aziende e il depauperamento del capitale. Abbiamo indicato 35 motivazioni che devono essere oggetto di verifica, ma anche di intervento del Senato per proporre delle leggi adeguate affinché interrompano questo sistema che distrugge il tessuto sociale italiano”.
Queste inchieste dovranno far luce su uno scandalo che da anni sta provocando un enorme danno sociale nel contesto di procedimenti fallimentari che dovrebbero essere gestiti nel rispetto della legge e che invece spesso, secondo l’accusa delle vittime, avrebbero gettato sul lastrico le vittime ignare grazie ad un progetto criminale che coinvolgerebbe anche magistrati, consulenti e istituti bancari.
“Ci stiamo attivando perché questi diritti lesi dei cittadini siano tutelati. La nostra associazione sta facendo solo questo: vuole che alla fine si interrompa questo sistema che non è condivisibile perché vengono distrutte le famiglie, le aziende e quant'altro. Quindi, la politica deve intervenire immediatamente con leggi adeguate e devono essere accertate questi irregolarità. Alcuni giudici continuano a fare questi reati fallimentari e per questo devono essere allontanati dal ruolo che adesso esercitano”.
Un vortice che ha uno schema ben preciso, si diceva: “Il sistema è sistematico: c'è una collusione in prevalenza tra giudici, banche e professionisti che sono nominati dallo stesso giudice. Pertanto procedono in un sistema irregolare finalizzato al lucro personale”.