Giornata di sciopero mercoledì 2 luglio per oltre 200 lavoratori impiegati da una ditta appaltatrice che opera all’interno di alcune sedi romane della Rai. I tecnici addetti alle trasmissioni televisive, in particolare i facchini che garantiscono il corretto funzionamento della macchina produttiva dietro le quinte, protestano per il mancato pagamento dello stipendio di maggio.
Senza stipendio da 50 giorni
Secondo quanto riferito dai sindacati Fit Cisl e Uiltrasporti, si tratta di un ritardo di oltre 15 giorni rispetto alla data prevista per l’erogazione delle buste paga. Un ritardo che ha fatto scattare lo stato di agitazione, con lo sciopero proclamato per l’intera giornata e un presidio previsto dalle 10 alle 13 in via Teulada 66, davanti a una delle sedi storiche della Rai.
I lavoratori chiedono risposte immediate da parte dell’azienda appaltatrice e un intervento da parte della committenza pubblica.
Il malumore cresce tra chi lavora quotidianamente dietro le quinte della televisione pubblica, spesso invisibile agli occhi del pubblico, ma essenziale per la messa in onda dei programmi. La protesta punta i riflettori su una condizione di precarietà e ritardi che, secondo i sindacati, non può essere più tollerata.
Al momento non risultano risposte ufficiali da parte della ditta coinvolta. Intanto, lo sciopero rischia di rallentare le attività produttive all’interno delle strutture Rai.