Il fuoco poi la violenta esplosione alla Knds di Colleferro: cosa è successo nella fabbrica di munizioni
Ospite in collegamento: Angela Nicoletti, "Frosinone News"È stato un boato assordante, percepito fino ad Anagni e alle porte di Roma, seguito da una fiammata imponente e da una densa colonna di fumo. Nel pomeriggio del 13 agosto, all’interno dello stabilimento KNDS Ammo Italy, ex Simmel Difesa, nell’area del Quarto Chilometro tra Colleferro e Artena, si è verificata una deflagrazione che ha riacceso l’attenzione sulle misure di sicurezza industriale in un territorio densamente abitato.
La dinamica: allarme attivo e area evacuata
L’allerta è scattata intorno alle 14.30. In base alle prime ricostruzioni, l’incidente avrebbe coinvolto un miscelatore nel reparto pressatura polveri. Il sistema antincendio avrebbe segnalato l’anomalia prima dell’esplosione, permettendo l’evacuazione. Lo stabilimento era parzialmente chiuso per il periodo feriale, circostanza che, insieme alla rapidità delle procedure di emergenza, ha contribuito a evitare conseguenze più gravi. Non risultano feriti tra il personale addetto alla manutenzione né tra i soccorritori.
I soccorsi e i primi riscontri sul territorio
Sul posto sono intervenute per ore diverse squadre dei vigili del fuoco, con il supporto della Protezione civile e di un elicottero, per le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza. Presenti anche i carabinieri della Compagnia di Colleferro e i militari del Nucleo investigativo di Frascati. La Procura di Velletri ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di incendio per accertare cause e dinamica. Il sindaco di Colleferro Giulio Calamita ha parlato di una deflagrazione «imponente», segnalando nel quartiere più vicino alcuni danni limitati, come finestre infrante.
Le reazioni: prevenzione e verifiche sulla filiera
Il tema della sicurezza è entrato nel dibattito locale e regionale. Alleanza Verdi Sinistra Frosinone ha chiesto verifiche sull’impianto e sull’intera filiera che comprende produzione, movimentazione, trasporto e stoccaggio di materiali a rischio, oltre alla revisione dei piani di emergenza e dei protocolli informativi alla popolazione nell’area di Anagni. "Non è allarmismo. È prevenzione", si legge nella nota.
Solidarietà alla comunità è arrivata dal sindaco di Paliano, Domenico Alfieri, in contatto con il collega di Colleferro pochi minuti dopo l’evento. "Grazie a Dio non risultano vittime né feriti - ha scritto Alfieri, richiamando - una seria riflessione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro" nelle realtà legate alla produzione per la difesa.
Sono intervenuti anche UILTEC Lazio e UIL Lazio, che hanno chiesto di chiarire "cosa è successo, perché è successo e soprattutto se poteva essere evitato". E hanno aggiunto: "Quando si lavora in stabilimenti ad alto rischio la sicurezza non è una formula da mettere nei protocolli. È manutenzione, prevenzione, controllo e responsabilità. Ogni giorno. Su questo non si fanno sconti". I sindacati seguiranno gli accertamenti e si sono detti disponibili a eventuali tavoli convocati dalla Regione Lazio.
Un sito strategico e ad alto rischio
Il polo produce munizioni di medio e grosso calibro e combustibili solidi per vettori aerospaziali, un comparto che impone standard elevati di manutenzione e controllo. Le indagini in corso dovranno stabilire con precisione le cause della deflagrazione e se emergano criticità nelle procedure di sicurezza e nella gestione degli impianti.