Ciuffi di erbacce a Roma e distese di forasacchi hanno trasformato aiuole e spartitraffico in corridoi verdi incontrollati. Dalle strade centrali fino ai quartieri più esterni, il tappeto di vegetazione spontanea si allarga mentre i marciapiedi si restringono, con rifiuti che si accumulano tra gli arbusti e passaggi sempre più difficili per pedoni e ciclisti.
Tra Corso Trieste e Cristoforo Colombo
Lungo Corso Trieste, tra piazza Istria e piazza Bologna, la vegetazione spontanea accompagna auto, autobus e motorini immersi nel traffico. La situazione non migliora su circonvallazione Ostiense e lungo viale Cristoforo Colombo, dove le aiuole invase dallo spontaneo avvolgono gli spartitraffico e sfiorano la carreggiata.
Porta Maggiore e Porta Prenestina
Nel quadrante est, a partire da Porta Maggiore, il verde si infittisce. Le aiuole appaiono abbandonate, con bicchieri, plastica e bottiglie che si mescolano agli arbusti, mentre la vegetazione risale quel che resta di Porta Prenestina. «Solletico a parte, sono tra i nemici numero uno dei cani – spiega Francesco Villa, nato e cresciuto dietro scalo San Lorenzo – oltre allo sporco che si annida nel mezzo. Ma non è tanto una questione estetica, è un problema che riguarda tutti noi che viviamo il piazzale».
Pigneto e viale Palmiro Togliatti
Dal Pigneto alla via Casilina, i ciuffi gialli anticipano la giungla che inghiotte viale Palmiro Togliatti. Qui l’erba incolta supera un metro e sessanta, occlude la visuale, invade la ciclabile e copre lo spartitraffico. Sotto papaveri e fiori spontanei si nasconde uno strato di immondizia con lattine, scatole e vetri. «Non si deve mai salire su queste aiuole, non si può sapere cosa ci possano riservare a livello di sporcizia – avverte Lidia Canino, sulla cinquantina – Sono rovi più alti di me e quando è buio si perde l’orientamento. Il verde sta crescendo a dismisura anche sui marciapiedi, ormai impraticabili. Preferisco camminare a bordo carreggiata anche se non è l’ideale».
Centocelle, Alessandrino e Appia Nuova
Nei quartieri di Centocelle e Alessandrino la frustrazione è diffusa. «Noi pedoni dove dobbiamo passare? – domanda con tono retorico – non c’è spazio. Forse qualche tratto di ciclabile si salva ma per il resto è solo una giungla», osserva Cinzia Secoli. Dalla vicina piazza degli Ontani, Renato Carbone allarga lo sguardo al resto della città: «Da queste parti è più visibile ma è un problema che riguarda tutta Roma. Basta fare due passi a piedi o prendere la macchia per trovare solo erbacce nelle aiuole e marciapiedi. La sensazione è spiacevole».
L’incuria tocca anche Appia Nuova, fino all’angolo con via dell’Arco del Travertino e via Lanuvio, dove le spighe ricadono sui passanti e coprono lo spartitraffico. Tra piazza Re di Roma e San Giovanni le piante più basse ma invasive assediano i parcheggi, aggravando la percezione di marciapiedi impraticabili e degrado diffuso.
Fonte: https://roma.repubblica.it/cronaca/2026/05/05/news/erbacce_roma_verde_incolto-425324063/